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Gonfiore addominale dopo i 40 anni: è sempre colpa dell’intestino?

Set 22, 2026 | Alimentazione, Fitoterapia, Healty Aging, Medicina Integrata, Ormoni bioidentici

“Dottoressa, appena mangio mi si gonfia la pancia.”

“Al mattino sto bene, ma la sera sembro di diversi mesi incinta.”

“Ci sono giorni in cui mangio pochissimo eppure mi sento gonfia lo stesso.”

Il gonfiore addominale è una delle problematiche che incontro frequentemente nella pratica clinica. E spesso arriva accompagnato da una domanda: “Che cosa non riesco più a digerire?”

In realtà, non è detto che il problema sia semplicemente un alimento.

Il gonfiore è un sintomo complesso e può dipendere dall’interazione di più fattori: alimentazione, fermentazione intestinale, motilità, stipsi, microbiota, sensibilità viscerale, sistema nervoso e, soprattutto nelle donne dopo i 40 anni, anche dai cambiamenti che accompagnano la transizione ormonale.

Per questo eliminare progressivamente sempre più alimenti non è necessariamente la soluzione.

Gonfiore e distensione non sono esattamente la stessa cosa

La prima distinzione importante è tra gonfiore e distensione addominale.

Il gonfiore è la sensazione soggettiva di pressione, pienezza o tensione addominale.

La distensione è invece l’aumento visibile della circonferenza dell’addome.

Le due cose possono comparire insieme, ma non necessariamente.

Questo è importante perché un addome gonfio non significa automaticamente che nell’intestino ci sia una quantità eccessiva di gas.

Oggi sappiamo che possono contribuire anche altri meccanismi, tra cui alterazioni della motilità intestinale, una maggiore sensibilità alle normali distensioni dell’intestino e, in alcuni casi, un modo diverso in cui diaframma e parete addominale reagiscono alla presenza del contenuto intestinale.

In altre parole: non sempre il problema è quanto gas produciamo, ma anche come il nostro organismo lo gestisce e lo percepisce.

La prima domanda: come funziona l’intestino?

Quando una persona riferisce gonfiore, una delle prime cose da valutare è la regolarità intestinale.

E non basta chiedere semplicemente:

“Va di corpo tutti i giorni?”

Si può evacuare quotidianamente e avere comunque un transito rallentato, feci dure, difficoltà nell’evacuazione o una sensazione di svuotamento incompleto.

La stipsi e la ridotta motilità intestinale sono tra le cause più comuni di gonfiore e distensione.

Un indizio tipico è il gonfiore che aumenta progressivamente durante la giornata e migliora dopo l’evacuazione o durante la notte.

Prima di cercare alterazioni molto più complesse, quindi, può essere utile capire se l’intestino si sta semplicemente muovendo in maniera adeguata.

E se fossero alcuni alimenti?

Naturalmente l’alimentazione conta.

Alcuni carboidrati vengono poco assorbiti nell’intestino tenue e successivamente fermentati dai batteri intestinali. In persone predisposte possono aumentare gas, acqua nel lume intestinale, gonfiore e dolore.

È il principio alla base dell’approccio low-FODMAP, che può essere utile soprattutto nei disturbi funzionali intestinali e nella sindrome dell’intestino irritabile.

Ma c’è un punto importante.

Una dieta a basso contenuto di FODMAP non dovrebbe trasformarsi in una dieta sempre più restrittiva.

L’obiettivo, quando viene utilizzata, è generalmente individuare temporaneamente gli alimenti che peggiorano maggiormente i sintomi e poi procedere con una reintroduzione, cercando la dieta più varia possibile compatibilmente con la tolleranza individuale.

Lo stesso vale per lattosio e altri possibili trigger alimentari: occorre distinguere una vera intolleranza da una percezione generalizzata secondo cui “non digerisco più niente”.

Microbiota e SIBO: importanti, ma non spiegano tutto

Negli ultimi anni si parla moltissimo di microbiota, disbiosi e SIBO, cioè sovracrescita batterica dell’intestino tenue.

Sono condizioni che possono effettivamente contribuire a gonfiore, meteorismo e alterazioni della frequenza delle evacuazioni in alcune persone.

Ma un approccio equilibrato richiede di non trasformarle automaticamente nella spiegazione di ogni sintomo intestinale.

Anche la American Gastroenterological Association raccomanda che i test per la SIBO vengano utilizzati in modo selettivo, in pazienti con caratteristiche cliniche appropriate, piuttosto che come indagine indiscriminata in chiunque presenti gonfiore.

Questo è un principio che considero importante anche nella medicina integrata: fare più test non significa necessariamente capire meglio il problema.

A volte è più utile partire dai sintomi, dalla storia clinica, dalla motilità intestinale, dalla dieta e dagli eventi che hanno preceduto l’inizio del disturbo.

Anche lo stress può gonfiare la pancia?

Sì, ma questa affermazione viene spesso interpretata male.

Dire che il sistema nervoso è coinvolto non significa dire che il disturbo sia “psicologico”.

Intestino e cervello comunicano continuamente attraverso quello che viene chiamato asse intestino-cervello.

Nei cosiddetti disturbi dell’interazione intestino-cervello può essere presente una maggiore sensibilità viscerale: stimoli intestinali normali vengono percepiti con maggiore intensità.

Per questo due persone possono avere una quantità simile di gas intestinale e una delle due percepire un gonfiore molto più intenso dell’altra.

Stress, sonno insufficiente e alterazioni del sistema nervoso autonomo possono quindi contribuire a mantenere o amplificare il sintomo.

E gli ormoni?

È un aspetto particolarmente interessante nelle donne che iniziano a riferire gonfiore dopo i 40 anni.

Molte mi raccontano:

“Non avevo mai avuto problemi digestivi e improvvisamente mi sento gonfia molto più spesso.”

Gli ormoni sessuali interagiscono con l’apparato gastrointestinale e possono influenzare motilità, sensibilità viscerale e anche il microbiota.

I sintomi gastrointestinali compresi gonfiore, modificazioni dell’alvo e dolore addominale, vengono riportati anche durante la perimenopausa e la menopausa.

Anche se ciò non significa che ogni gonfiore dopo i 40 anni sia causato dagli ormoni.

Nella mia pratica clinica considero l’assetto ormonale come uno degli elementi del quadro, non come l’unica spiegazione.

Diventa particolarmente interessante quando il gonfiore compare insieme ad altri cambiamenti: ciclo più irregolare, sonno diverso, tensione mammaria, variazioni dell’umore, vampate, cambiamenti nella composizione corporea o altri segnali compatibili con la transizione perimenopausale.

Prima di eliminare altri alimenti, guardiamo il quadro completo

Quando il gonfiore diventa frequente, può essere utile ricostruire alcuni elementi molto semplici:

  • quando compare durante la giornata
  • se è legato ai pasti
  • quali alimenti sembrano peggiorarlo
  • come sono frequenza e consistenza delle evacuazioni
  • se migliora dopo essere andati in bagno
  • se è associato a dolore, reflusso o alterazioni dell’alvo
  • quali farmaci e integratori vengono utilizzati
  • se è comparso dopo antibiotici, gastroenteriti o altri cambiamenti
  • nelle donne, se varia durante il ciclo o è comparso insieme ad altri sintomi della perimenopausa

Queste informazioni spesso sono più utili di una lunga lista di alimenti eliminati “per tentativi”.

Quando il gonfiore deve essere approfondito

Nella maggior parte dei casi il gonfiore ricorrente è legato a condizioni benigne o funzionali.

Esistono però situazioni nelle quali è opportuno approfondire.

Un gonfiore nuovo, progressivo o persistente, soprattutto se associato a calo di peso non intenzionale, anemia, sanguinamento gastrointestinale, vomito persistente, dolore importante, alterazioni significative dell’alvo o altri sintomi nuovi, merita una valutazione medica.

Anche nelle donne è importante non attribuire automaticamente un nuovo aumento della circonferenza addominale all’intestino: in presenza di sintomi persistenti o insoliti devono essere considerate anche le possibili cause ginecologiche.

Non serve sempre “curare il microbiota”: serve capire perché ci si gonfia

Uno degli errori più frequenti è cercare immediatamente un unico responsabile:

“È il glutine.”

“È la Candida.”

“È la SIBO.”

“È la menopausa.”

“È lo stress.”

In realtà, il gonfiore addominale è spesso il risultato dell’interazione tra più meccanismi.

Per questo preferisco un approccio progressivo: partire dalle cause più frequenti e modificabili, osservare la risposta e approfondire quando è realmente necessario.

L’obiettivo non dovrebbe essere eliminare sempre più alimenti o inseguire ogni possibile alterazione del microbiota.

Dovrebbe essere capire che cosa sta succedendo davvero e individuare un percorso mirato, costruito sulla persona.

Se il gonfiore è diventato frequente, persistente o si accompagna ad altri cambiamenti intestinali, metabolici o ormonali, puoi prenotare una visita per valutarne le possibili cause e definire il percorso più adatto alla tua situazione.

Perché il gonfiore è un sintomo, non una diagnosi. E comprenderne il significato è il primo passo per trattarlo in modo più efficace.

 

Bibliografia essenziale

  • Moshiree B, Drossman D, Shaukat A. AGA Clinical Practice Update on Evaluation and Management of Belching, Abdominal Bloating, and Distention: Expert Review. Gastroenterology. 2023.
  • European Society of Neurogastroenterology and Motility / United European Gastroenterology. European Consensus on Functional Bloating and Abdominal Distension: Recommendations for Clinical Management. 2025.
  • Cangemi DJ, Lacy BE. A Practical Approach to the Diagnosis and Treatment of Abdominal Bloating and Distension. Gastroenterology & Hepatology. 2022.
  • Menopause and gastrointestinal health and disease. 2025.
  • Shaw N, Abbott R, Pettinger C. The volume and characteristics of research on gastrointestinal symptoms in natural peri- and postmenopause: a scoping review. Women’s Health. 2025.

 

Dott.ssa Francesca Michelucci

Dott.ssa Francesca Michelucci

Chi Sono

Dott.ssa Francesca Michelucci
Medico Esperto in Fitoterapia, Medicina Integrata,
Protocollo Coimbra e Terapia con Ormoni Bioidentici.
Specializzata in Anestesia, Rianimazione e Terapia del Dolore.

Protocollo Coimbra

Malattie Autoimmuni e Protocollo Coimbra

Ormoni Bioidentici

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