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Studio: Centro Analisi Pratale, via di Pratale 16, Pisa

Terapia endovenosa

Come agisce, che cosa contiene e quando può essere valutata.

Una stanchezza che non migliora con il riposo, un disturbo cronico che condiziona le giornate, oppure il desiderio di prendersi cura della propria salute negli anni. Sono situazioni diverse, che spesso portano alla stessa domanda: che cosa si può fare, oltre alle cure che si seguono già?

La terapia endovenosa può essere parte della risposta. Non ci sono controindicazioni, possono farla praticamente tutti e non ci sono situazioni in cui non è consigliata, è possibile farla anche semplicemente per prevenzione. Può essere effettuata anche come unica terapia, laddove si goda attualmente di buona salute ma si voglia fare prevenzione per le malattie legate all’invecchiamento e a quelle legate all’accumulo di metalli pesanti.

Centro Analisi Pratale · Via di Pratale 16, Pisa

Dott.ssa Francesca Michelucci
Dott.ssa Francesca MichelucciMedico esperto in Medicina Integrata, Terapia Ormonale Bioidentica e Fitoterapia
Specializzata in Anestesia, Rianimazione, Terapia del Dolore e Protocollo Coimbra

01 · La terapia

Che cos’è

La terapia endovenosa, chiamata anche IV Therapy o terapia infusionale, consiste nella somministrazione lenta, attraverso una vena, di solito del braccio, di una soluzione di hiamanrto, che rende il nostro sistema meno efficiente vitamine, minerali e altre sostanze.

Non esiste una preparazione uguale per tutti. Composizione e dosi vengono stabilite per ciascun paziente, sulla base della visita, degli esami e dei farmaci che assume. Due persone con la stessa stanchezza possono avere bisogni molto diversi. Una ha una carenza di vitamina B12, un’altra assorbe poco i nutrienti per un disturbo intestinale, una terza assume un farmaco che contribuisce all’affaticamento. Nei primi due casi l’infusione può essere utile. Nel terzo, probabilmente, la soluzione va cercata altrove.

02 · Nutrienti e cellule

Come i nutrienti sostengono le cellule

Per produrre energia, trasmettere i segnali nervosi, far lavorare i muscoli e rinnovare i tessuti, ogni cellula ha bisogno di vitamine, minerali e altre sostanze. Alcune le produce l’organismo stesso. Molte altre devono arrivare dall’alimentazione.

Quando un nutriente scarseggia anche a causa dell’invecchiamento che rende il nostro sistema meno efficiente, le funzioni a cui partecipa rallentano o si alterano. Gli effetti variano secondo la sostanza e l’entità della carenza. Riguardano spesso le energie, il funzionamento di muscoli e nervi, la concentrazione e la capacità di recupero.

Le cause possibili sono diverse:

un’alimentazione insufficiente o poco varia

un assorbimento intestinale ridotto

un fabbisogno aumentato, come accade durante una malattia infiammatoria o dopo un intervento

l’effetto di alcuni farmaci

l’età che avanza (vedi sopra)

Per questo, durante la visita, mi soffermo anche sull’alimentazione, sugli esami, sugli eventuali disturbi gastrointestinali e sugli integratori che assumi.

Correggere una carenza non cura una malattia cronica. Elimina però un fattore che può contribuire ai sintomi e che viene spesso trascurato.

03 · Stress ossidativo

Il ruolo degli antiossidanti

Durante la normale attività delle cellule si formano molecole molto reattive, tra cui i radicali liberi. In piccole quantità sono utili, e l’organismo dispone di sistemi capaci di tenerle sotto controllo. Quando però la loro produzione supera queste difese, si parla di stress ossidativo, una condizione che danneggia le membrane, le proteine e il DNA delle cellule.

Lo stress ossidativo aumenta con l’infiammazione cronica, con l’attività fisica intensa, in alcune malattie metaboliche e con l’avanzare dell’età.

Il glutatione è il principale antiossidante prodotto dalle cellule, e il fegato lo utilizza anche per neutralizzare molte sostanze di scarto. L’acido alfa-lipoico partecipa al metabolismo energetico e aiuta a rigenerare altri antiossidanti, tra cui lo stesso glutatione e la vitamina C. Quando li includo in una preparazione, ne stabilisco la quantità in base all’obiettivo e alla situazione clinica.

04 · La via di somministrazione

Perché la via endovenosa

Quando una sostanza si assume per bocca, la quantità che arriva davvero nel sangue dipende da molti fattori: la sostanza stessa, la formulazione, lo stato dell’intestino, l’interazione con altri farmaci. Spesso l’assorbimento è adeguato, a volte no.

La via endovenosa porta le sostanze direttamente in circolo, senza passare dall’apparato digerente. È indicata soprattutto in tre situazioni:

una difficoltà di assorbimento, per esempio in alcune malattie intestinali o dopo interventi chirurgici sullo stomaco

un integratore orale non tollerato, che provoca nausea o disturbi intestinali

una carenza da correggere in tempi più brevi

necessità di dose elevate, che si assumono difficilmente per via orale

prodotti che per via orale vengono poco assorbiti per la loro peculiare caratteristica come il glutatione o l’acido alfa lipoico o il Calcio EDTA usato per chelare i metalli pesanti

Se invece bastano l’alimentazione o un integratore per bocca, sarò io stessa a indicartelo.

05 · Una formulazione individuale

Che cosa contiene la preparazione

Secondo le indicazioni, le formulazioni possono comprendere:

vitamine del gruppo B, che servono alle cellule per ricavare energia dai nutrienti e al buon funzionamento del sistema nervoso

magnesio, coinvolto nella produzione di energia, nella contrazione e nel rilassamento dei muscoli e nella trasmissione nervosa

vitamina C, zinco che sostengono le difese immunitarie, la riparazione dei tessuti e i sistemi antiossidanti

NAD che sostiene la produzione di energia a livello mitocondriale, la riparazione del DNA e il metabolismo

glutatione e acido alfa-lipoico, con azione antiossidante

altre sostanze, scelte in base agli esami e alla situazione clinica

Prima di prescrivere verifico che i componenti siano compatibili tra loro e con i farmaci e gli integratori che assumi. Ti spiego sempre che cosa contiene la tua preparazione e perché ho scelto ciascun componente.

Che cosa può fare e che cosa non può fare

La terapia endovenosa può correggere una carenza documentata e sostenere lo stato nutrizionale quando l’alimentazione o l’assorbimento non bastano. Può anche ridurre uno dei fattori che contribuiscono ai sintomi.

Non sostituisce invece le cure di una malattia, non “depura” l’organismo e non risolve la stanchezza da un giorno all’altro. Se i sintomi hanno una causa che richiede un trattamento diverso, la priorità resta quella.

06 · Gli ambiti di impiego

In quali situazioni la valuto

In tutte le condizioni descritte di seguito, la terapia endovenosa si affianca alle cure già in corso, senza sostituirle. La prescrivo quando dalla visita emerge una carenza, una difficoltà di assorbimento o un fabbisogno nutrizionale aumentato.

Stanchezza persistente e difficoltà di recupero

Si parla di stanchezza persistente quando la fatica non migliora con il riposo. Per produrre energia, le cellule hanno bisogno delle vitamine del gruppo B, in particolare B1, B6 e B12. Hanno bisogno anche del magnesio, indispensabile all’attività dell’ATP, la molecola con cui immagazzinano e utilizzano l’energia. Se uno di questi nutrienti manca (ad esempio a causa di terapie croniche, insonnia,stress), la produzione di energia si riduce. L’infusione permette di ripristinare livelli adeguati più rapidamente rispetto all’assunzione orale, soprattutto quando l’assorbimento intestinale è ridotto.

Fibromialgia e dolori articolari

La fibromialgia si manifesta con dolore muscolare diffuso, sonno poco ristoratore e affaticamento. Il magnesio favorisce il rilassamento dei muscoli e modula la trasmissione nervosa del dolore. Il processo di guarigione inizia alivello cellulare: se le cellule dei tessuti sono sotto stress hanno un maggior fabbisogno di vitamina C e raggiungere livelli elevati di vitamina C con la assunzione orale è veramente difficile a causa dello scarso assorbiomento intestinale. L’infusione di magnesio assieme alla vitamina C aiuta a ridurre i dolori muscolari e l’infiammazione a livello cellulare. Le vitamine del gruppo B sono necessarie al buon funzionamento dei nervi, mentre gli antiossidanti contrastano lo stress ossidativo legato all’infiammazione dei tessuti. Prescrivo l’infusione quando gli esami o la valutazione clinica indicano una carenza. I dolori articolari possono avere causa meccanica (e in questo caso se ne occupano i fisiatri, fisioterapisti o in estrema ratio gli ortopedici) ma possono avere causa infiammatoria o ormonale e in questo caso una terapia di rimpiazzo ormonale, di modulazione immunitaria associate a terapia endovenosa sono molto utili.

Sistema immunitario, allergie e asma

Nelle allergie il sistema immunitario reagisce in modo eccessivo a sostanze di per sé innocue. Nell’asma l’infiammazione restringe i bronchi. Le cellule immunitarie consumano grandi quantità di vitamina C e di zinco, che ne sostengono il funzionamento. Il magnesio aiuta la muscolatura dei bronchi a rilassarsi, e il glutatione fa parte delle difese antiossidanti delle vie respiratorie. Ovviamente il supporto endovenoso non sostituisce i farmaci per l’asma o per le allergie.

Psoriasi e condizioni infiammatorie

La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle che, in alcune persone, interessa anche le articolazioni. Un’infiammazione che dura nel tempo aumenta lo stress ossidativo e consuma le difese antiossidanti dell’organismo. Glutatione e acido alfa-lipoico partecipano ai sistemi che contrastano lo stress ossidativo. Zinco, Biotina e Vitamina C intervengono nella riparazione dei tessuti e nell’attività degli enzimi antiossidanti.

Morbo di Graves e altri disturbi della tiroide

Nel morbo di Graves la tiroide produce ormoni in eccesso. Nell’ipotiroidismo, al contrario, ne produce troppo pochi. Quando la ghiandola lavora troppo, il metabolismo accelera e il consumo di vitamine e magnesio aumenta. Il selenio serve agli enzimi che attivano gli ormoni tiroidei e che proteggono la tiroide dallo stress ossidativo. Nelle tiroiditi autoimmuni, inoltre, è più frequente la carenza di vitamina B12. L’infusione interviene su questi aspetti, il supporto immunitario è fondamentale per le malattie autoimmuni, mentre il trattamento della tiroide resta affidato alla terapia endocrinologica.

PCOS e menopausa

La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è un disturbo ormonale spesso associato a una ridotta sensibilità all’insulina. In menopausa, invece, il calo degli estrogeni modifica il sonno e il metabolismo. Magnesio e acido alfa-lipoico partecipano alla risposta delle cellule all’insulina, mentre le vitamine del gruppo B intervengono nel metabolismo degli ormoni e dei neurotrasmettitori. Il magnesio contribuisce anche alla qualità del sonno e al rilassamento muscolare.

Memoria e concentrazione

Le difficoltà di memoria e di concentrazione possono avere molte cause. Le vitamine B1, B6 e B12 e i folati sono indispensabili per la sintesi dei neurotrasmettitori e per l’integrità dei nervi. Quando mancano, le funzioni cognitive possono risentirne. Nella malattia di Parkinson la terapia con levodopa può abbassare i livelli di vitamina B12 e B6, mentre nelle demenze è frequente un’alimentazione insufficiente. In questi casi l’infusione corregge le carenze, che significa migliorare i sintomi, essere più lucidi, più energici, più vitali.

POTS (sindrome da tachicardia posturale ortostatica)

Nella POTS, quando ci si alza in piedi, la frequenza cardiaca aumenta in modo marcato e compaiono capogiri e affaticamento. In molte persone il volume di sangue circolante è ridotto. L’infusione di liquidi lo aumenta e attenua i sintomi per un periodo variabile, mentre elettroliti e micronutrienti compensano eventuali perdite o carenze. Il trattamento viene concordato con gli specialisti che seguono la sindrome.

Prima e dopo un intervento, guarigione delle ferite

Un intervento chirurgico o una ferita aumentano il fabbisogno di nutrienti. La vitamina C è necessaria per produrre il collagene, la proteina che rende resistenti i tessuti in riparazione. Lo zinco sostiene la moltiplicazione delle cellule e le vitamine del gruppo B aiutano a recuperare le energie. Mantenere livelli adeguati prima e dopo l’intervento favorisce la cicatrizzazione, sempre in accordo con le indicazioni del chirurgo.

Supporto antiossidante e richieste di “detox”

Le sostanze di scarto vengono eliminate soprattutto dal fegato e dai reni. Il glutatione è la molecola che il fegato utilizza per neutralizzarne molte, e l’acido alfa-lipoico contribuisce a rigenerare gli altri antiossidanti. L’infusione sostiene questi sistemi, ma non può sostituire il lavoro degli organi. Se si sospetta un’esposizione a una sostanza specifica, servono accertamenti mirati.

Chelazione

L’esposizione a metalli pesanti è purtroppo molto comune anche se difficilmente riconoscibile. Metalli come il piombo sono presenti nel suolo e nell’aria e si accumulano nel nostro organismo già prima della nascita creando tossicità cronica e “invisibile” che può contribuire allo sviluppo di malattie croniche. L’alluminio è notoriamente neurotossico. L’unica possibilità reale per eliminare i metalli pesanti dal nostro organismo è di somministrare una sostanza chelante per via endovenosa ed eliminarli attraverso le urine.

07 · Prima di iniziare

Effetti indesiderati e controindicazioni

In genere la terapia è ben tollerata. Gli effetti più comuni sono lievi e passano rapidamente: un piccolo ematoma o un fastidio nel punto in cui è inserito l’ago, una sensazione di calore durante l’infusione. Più raramente possono comparire capogiri, un calo della pressione, un’infiammazione della vena o, raramente, reazioni allergiche Per questo ogni seduta si svolge sotto controllo medico.

In alcune condizioni la terapia richiede una valutazione particolarmente attenta oppure è sconsigliata, per esempio in caso di insufficienza renale avanzata, scompenso cardiaco, gravidanza e allattamento, allergie note ai componenti. Ne parliamo insieme durante la visita.