Capelli più sottili, meno folti, che cadono più facilmente. In perimenopausa e menopausa questi cambiamenti sono frequenti, ma non sempre vengono riconosciuti come segnali da approfondire.
«Dottoressa, sto perdendo i capelli. È normale alla mia età?»
È una domanda che molte donne mi rivolgono durante la visita.
A volte tutto comincia con qualche capello in più nella spazzola o sul cuscino. Altre volte è la coda che sembra diventata più sottile, la riga centrale che si allarga, oppure la sensazione che i capelli abbiano perso volume, consistenza e vitalità.
Spesso questi cambiamenti arrivano insieme ad altri sintomi: un sonno meno riposante, maggiore stanchezza, irritabilità, difficoltà di concentrazione o modificazioni del ciclo mestruale.
Eppure, quando una donna racconta di perdere i capelli, si sente spesso rispondere che è normale, che dipende dall’età o che probabilmente è lo stress.
Personalmente non mi accontento di una risposta così semplicistica: proviamo ad approfondire.
Perché i capelli cambiano durante la menopausa?
I capelli sono strutture biologicamente attive, il cui ciclo di crescita è influenzato da molti fattori: genetici, nutrizionali, metabolici e ormonali.
Durante la perimenopausa, la produzione di estradiolo e progesterone diventa progressivamente più irregolare. Successivamente, con la menopausa, i livelli di questi ormoni si riducono in modo significativo.
Gli estrogeni partecipano alla regolazione del ciclo del follicolo pilifero e possono contribuire al mantenimento della fase di crescita del capello, chiamata anagen.
La riduzione dell’attività estrogenica può quindi contribuire, in alcune donne, a modificazioni della densità e della qualità dei capelli.
Anche gli androgeni svolgono un ruolo importante. Con il cambiamento dell’equilibrio ormonale, l’influenza degli androgeni sui follicoli può diventare relativamente più evidente, soprattutto nelle donne geneticamente predisposte.
Questo può favorire il progressivo assottigliamento dei capelli, caratteristico dell’alopecia femminile di tipo androgenetico.
Non significa necessariamente che il testosterone sia elevato: anche concentrazioni normali possono accompagnarsi a una maggiore sensibilità follicolare.
Uno studio recente: i cambiamenti dei capelli sono molto frequenti
Uno studio pubblicato nel giugno 2026 sul British Journal of Dermatology ha analizzato le esperienze di 1.457 donne e persone in diverse fasi della transizione menopausale, attraverso un questionario online condotto in Inghilterra.
L’84% delle partecipanti ha riferito almeno un cambiamento relativo ai capelli.
In particolare:
- Il 65% ha segnalato una maggiore caduta dei capelli
- Il 57% ha osservato un diradamento
- Il 45% ha notato cambiamenti nella consistenza dei capelli
- Il 44% ha riferito prurito del cuoio capelluto
- Il 37% ha segnalato un diradamento delle sopracciglia
Il 30% ha inoltre riferito un aumento dei peli sul viso o sul corpo.
Questi dati non rappresentano necessariamente la prevalenza nella popolazione generale, perché le partecipanti non costituivano un campione rappresentativo di tutte le donne in menopausa.
Tuttavia, lo studio evidenzia quanto i cambiamenti dei capelli possano essere diffusi e quanto sia importante riconoscerli.
Non è soltanto una questione estetica
C’è un aspetto di questo studio che considero particolarmente significativo.
Il 27% delle partecipanti ha riferito che i problemi relativi ai capelli avevano un impatto almeno moderato sulla qualità della vita.
Le interviste hanno inoltre evidenziato ripercussioni sulla fiducia in sé stesse e sulla percezione della propria identità.
Non è difficile comprenderne il motivo.
I capelli fanno parte della nostra immagine. Vederli cambiare può essere un’esperienza emotivamente difficile, soprattutto quando si aggiunge ad altre trasformazioni fisiche e psicologiche della menopausa.
Eppure, questi disturbi vengono spesso considerati inevitabili o poco importanti.
Nello studio, quasi una donna su tre ha dichiarato di non aver ricevuto alcuna informazione sui cambiamenti dei capelli. Soltanto il 12% aveva cercato consiglio presso un medico di medicina generale e il 3% presso un dermatologo.
Un sintomo che incide sulla qualità della vita merita attenzione, anche quando non rappresenta una malattia grave.
Non sempre la causa è soltanto la menopausa
Nella mia pratica clinica considero fondamentale evitare l’errore di attribuire automaticamente ogni sintomo alla riduzione degli estrogeni.
La caduta dei capelli può essere multifattoriale.
Tra le condizioni che è opportuno valutare troviamo:
Alterazioni della funzione tiroidea. Gli ormoni tiroidei partecipano alla regolazione del ciclo follicolare. Sia l’ipotiroidismo sia l’ipertiroidismo possono associarsi a perdita diffusa dei capelli.
Carenze nutrizionali. Una ridotta disponibilità di ferro, soprattutto in presenza di riserve insufficienti, può contribuire alla caduta. In situazioni selezionate è utile valutare anche l’apporto proteico e lo stato di altri micronutrienti.
Stress fisico o psicologico. Periodi di stress intenso, malattie acute, interventi chirurgici o importanti variazioni di peso possono precedere un effluvio telogenico, caratterizzato da una caduta diffusa spesso temporanea.
Alterazioni metaboliche e androgeniche. In alcune donne, insulino-resistenza e iperandrogenismo possono coesistere con il diradamento dei capelli, soprattutto quando sono presenti acne, irsutismo o una storia di sindrome dell’ovaio policistico.
Patologie del cuoio capelluto. Dermatiti, alopecie infiammatorie e forme cicatriziali richiedono un inquadramento dermatologico specifico.
Per questo, davanti a una donna che riferisce una perdita significativa dei capelli, ritengo opportuno approfondire.
È importante cercare di capire che cosa stia accadendo.
La terapia ormonale bioidentica può aiutare?
È una domanda legittima, soprattutto quando la caduta dei capelli compare insieme ad altri sintomi della transizione menopausale.
L’estradiolo esercita effetti biologici anche sul follicolo pilifero e la sua riduzione può contribuire ai cambiamenti osservati in questa fase della vita.
Tuttavia, non disponiamo ancora di evidenze cliniche sufficientemente solide per considerare la terapia ormonale della menopausa un trattamento specifico per la perdita dei capelli.
Quando una terapia ormonale bioidentica è appropriata, la sua prescrizione deve basarsi su una valutazione complessiva della donna: sintomi, fase della transizione ormonale, storia clinica, fattori di rischio e obiettivi terapeutici.
La salute dei capelli può entrare a far parte di questa valutazione, ma non può essere l’unico criterio per iniziare una terapia.
Inoltre, se è presente un’alopecia androgenetica o un’altra patologia follicolare, possono essere necessari trattamenti dermatologici specifici.
Cosa fare quando i capelli iniziano a diradarsi?
Il primo passo è non sottovalutare il cambiamento, soprattutto quando è progressivo o persistente.
Durante una valutazione medica è importante ricostruire quando è iniziata la caduta, come si manifesta, se riguarda diffusamente tutta la testa oppure alcune zone specifiche e se sono presenti altri sintomi.
Gli esami vengono scelti sulla base della storia clinica e dei risultati della visita.
Quando necessario, la valutazione dermatologica con tricoscopia permette di distinguere diverse forme di alopecia e orientare il trattamento.
La menopausa non dovrebbe essere una spiegazione che chiude ogni domanda
Uno degli aspetti che considero più importanti nella medicina della menopausa è proprio questo: riconoscere i cambiamenti fisiologici senza trasformarli automaticamente in qualcosa che una donna debba semplicemente sopportare.
La perdita dei capelli può essere uno dei tanti segnali di una fase di cambiamento dell’organismo.
A volte il fattore principale è ormonale. Altre volte intervengono la tiroide, una carenza nutrizionale, una predisposizione genetica o più fattori contemporaneamente.
Il compito del medico non è limitarsi a riconoscere il sintomo, ma cercare di comprenderne le cause.
Perché dietro una donna che racconta di avere meno capelli può esserci molto più di un problema estetico.
E ascoltarla significa prendersi cura anche della sua qualità di vita.
Un percorso personalizzato per la salute della donna
Se stai attraversando la perimenopausa o la menopausa e hai notato cambiamenti nei capelli insieme ad altri sintomi, una valutazione medica può aiutarti a comprendere meglio ciò che sta accadendo.
Nel mio studio mi occupo di medicina integrata e terapia ormonale bioidentica, con un approccio che considera la storia clinica, l’equilibrio ormonale e metabolico e le caratteristiche individuali di ogni donna.
Puoi prenotare una visita attraverso l’agenda online presente sul mio sito.
Bibliografia
Meghoma L, Koulouglioti C, Llewellyn C, et al. BH26 Characterizing hair changes in menopause: symptom patterns and help-seeking behaviours. British Journal of Dermatology. 2026



