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Tumore al seno: conosci l’importanza della Vitamina D?

Mag 6, 2026 | Malattie Oncologiche, Ormoni bioidentici

La ricerca scientifica continua a fare passi da gigante nel comprendere quali fattori possano influenzare la guarigione e la sopravvivenza dopo una diagnosi di tumore. Tra i protagonisti emergenti in questo campo c’è la Vitamina D, non più considerata solo un alleato delle ossa, ma un vero e proprio fattore chiave nella lotta contro diverse forme di cancro, incluso quello al seno.

Lo studio: più Vitamina D, migliore prognosi
Un importante studio di popolazione condotto in Norvegia su 658 pazienti ha analizzato il legame tra i livelli di Vitamina D nel sangue al momento della diagnosi e la sopravvivenza a lungo termine. I ricercatori hanno monitorato pazienti affetti da tumore al seno, al colon, ai polmoni e linfomi, arrivando a conclusioni molto significative:

Sopravvivenza più lunga: i pazienti con livelli più elevati di Vitamina D (25-OHD) hanno mostrato una prognosi decisamente migliore rispetto a chi presentava carenze.
Riduzione del rischio: confrontando i pazienti con i livelli più alti di Vitamina D rispetto a quelli con i livelli più bassi, il rischio di morte per cancro è risultato ridotto in modo significativo (Hazard Ratio 0.36).
Un beneficio trasversale: questa associazione positiva è stata osservata in tutti e quattro i tipi di cancro studiati, compreso il tumore al seno.

Perché la Vitamina D è così importante?
Oltre al suo ruolo classico nell’assorbimento del calcio, la Vitamina D svolge azioni “non classiche” che interessano direttamente i tessuti tumorali. Molti organi, tra cui la mammella, sono in grado di attivare la Vitamina D localmente. Gli studi dimostrano che questo ormone ha effetti benefici su:

• Regolazione della crescita cellulare.
• Contrasto alla progressione del tumore.
• Riduzione del rischio di recidive a distanza, specialmente nel tumore al seno in stadio precoce.

Cosa dicono i numeri?
Nello studio norvegese, i pazienti con livelli di Vitamina D inferiori a 46 nmol/L al momento della diagnosi hanno registrato una sopravvivenza più breve. Al contrario, chi si trovava nel quartile più alto (sopra gli 81 nmol/L) ha mostrato i risultati migliori.
Questi dati sono particolarmente rilevanti perché lo studio ha tenuto conto dell’età, del sesso e, soprattutto, dello stadio della malattia, confermando che il beneficio della Vitamina D rimane evidente indipendentemente dalla gravità iniziale del tumore.

Conclusioni
E’ ormai chiaro che raggiungere ottimali livelli di Vitamina D nel sangue sia fondamentale non solo per mantenere una salute ottimale ma anche per recuperare la salute e il benessere.

E’ importante per questo ricordare che la Vitamina D è un ormone con azione immunoregolatoria e che è fondamentale assumere la dose giusta per ciascuno di noi: non basta solo prendere un integratore a caso, bisogna sapere quale dose e con quale frequenza va assunto e valutare la risposta del nostro organismo.

La letteratura scientifica parla chiaro, ma troppi pazienti non ricevono ancora queste informazioni fondamentali. Vuoi saperne di più su come ottimizzare i tuoi valori di Vitamina D nel percorso di cura? Contattami per un colloquio informativo.
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Fonte:
Serum levels of 25-hydroxyvitamin D and survival in Norwegian patients with cancer of breast, colon, lung, and lymphoma: a population-based study. Tretli S, Schwartz GG, Torjesen PA, Robsahm TE. Cancer Causes Control. 2012

Dott.ssa Francesca Michelucci

Dott.ssa Francesca Michelucci

Chi Sono

Dott.ssa Francesca Michelucci
Medico Esperto in Fitoterapia, Medicina Integrata,
Protocollo Coimbra e Terapia con Ormoni Bioidentici.
Specializzata in Anestesia, Rianimazione e Terapia del Dolore.

Protocollo Coimbra

Malattie Autoimmuni e Protocollo Coimbra

Ormoni Bioidentici

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