La ricerca scientifica continua a fare passi da gigante nel comprendere quali fattori possano influenzare la guarigione e la sopravvivenza dopo una diagnosi di tumore. Tra i protagonisti emergenti in questo campo c’è la Vitamina D, non più considerata solo un alleato delle ossa, ma un vero e proprio fattore chiave nella lotta contro diverse forme di cancro, incluso quello al seno.
Lo studio: più Vitamina D, migliore prognosi
Un importante studio di popolazione condotto in Norvegia su 658 pazienti ha analizzato il legame tra i livelli di Vitamina D nel sangue al momento della diagnosi e la sopravvivenza a lungo termine. I ricercatori hanno monitorato pazienti affetti da tumore al seno, al colon, ai polmoni e linfomi, arrivando a conclusioni molto significative:
• Sopravvivenza più lunga: i pazienti con livelli più elevati di Vitamina D (25-OHD) hanno mostrato una prognosi decisamente migliore rispetto a chi presentava carenze.
• Riduzione del rischio: confrontando i pazienti con i livelli più alti di Vitamina D rispetto a quelli con i livelli più bassi, il rischio di morte per cancro è risultato ridotto in modo significativo (Hazard Ratio 0.36).
• Un beneficio trasversale: questa associazione positiva è stata osservata in tutti e quattro i tipi di cancro studiati, compreso il tumore al seno.
Perché la Vitamina D è così importante?
Oltre al suo ruolo classico nell’assorbimento del calcio, la Vitamina D svolge azioni “non classiche” che interessano direttamente i tessuti tumorali. Molti organi, tra cui la mammella, sono in grado di attivare la Vitamina D localmente. Gli studi dimostrano che questo ormone ha effetti benefici su:
• Regolazione della crescita cellulare.
• Contrasto alla progressione del tumore.
• Riduzione del rischio di recidive a distanza, specialmente nel tumore al seno in stadio precoce.
Cosa dicono i numeri?
Nello studio norvegese, i pazienti con livelli di Vitamina D inferiori a 46 nmol/L al momento della diagnosi hanno registrato una sopravvivenza più breve. Al contrario, chi si trovava nel quartile più alto (sopra gli 81 nmol/L) ha mostrato i risultati migliori.
Questi dati sono particolarmente rilevanti perché lo studio ha tenuto conto dell’età, del sesso e, soprattutto, dello stadio della malattia, confermando che il beneficio della Vitamina D rimane evidente indipendentemente dalla gravità iniziale del tumore.
Conclusioni
E’ ormai chiaro che raggiungere ottimali livelli di Vitamina D nel sangue sia fondamentale non solo per mantenere una salute ottimale ma anche per recuperare la salute e il benessere.
E’ importante per questo ricordare che la Vitamina D è un ormone con azione immunoregolatoria e che è fondamentale assumere la dose giusta per ciascuno di noi: non basta solo prendere un integratore a caso, bisogna sapere quale dose e con quale frequenza va assunto e valutare la risposta del nostro organismo.
La letteratura scientifica parla chiaro, ma troppi pazienti non ricevono ancora queste informazioni fondamentali. Vuoi saperne di più su come ottimizzare i tuoi valori di Vitamina D nel percorso di cura? Contattami per un colloquio informativo.
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Fonte:
Serum levels of 25-hydroxyvitamin D and survival in Norwegian patients with cancer of breast, colon, lung, and lymphoma: a population-based study. Tretli S, Schwartz GG, Torjesen PA, Robsahm TE. Cancer Causes Control. 2012



