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Stanchezza estiva: quando il caldo mette in evidenza un equilibrio già fragile

Ago 25, 2026 | Healty Aging, Ormoni bioidentici

Con il caldo è normale sentirsi un po’ più stanchi. Ma non tutti lo avvertono allo stesso modo.

C’è chi continua a svolgere le proprie attività quasi senza accorgersene e chi, invece, con l’aumento delle temperature si sente improvvisamente svuotato di energie, dorme peggio, avverte debolezza, difficoltà di concentrazione, pressione più bassa o la sensazione di non riuscire più a recuperare.

In questi casi viene spontaneo pensare:

“Sarà il caldo.”

A volte è proprio così. Altre volte, però, il caldo può sommarsi ad altri fattori già presenti e rendere molto più evidente una situazione che durante il resto dell’anno veniva compensata meglio.

Il caldo richiede un vero lavoro di adattamento

Il nostro organismo deve mantenere la temperatura interna entro limiti piuttosto stretti.

Quando la temperatura ambientale aumenta, attiva soprattutto due meccanismi:

  • aumenta il flusso di sangue verso la cute, attraverso la vasodilatazione;
  • aumenta la sudorazione, che permette di disperdere calore attraverso l’evaporazione.

Sono meccanismi efficaci, ma hanno un costo.

La vasodilatazione può contribuire a una riduzione della pressione arteriosa e la sudorazione comporta perdita non soltanto di acqua, ma anche di elettroliti.

Per questo durante le giornate molto calde possono comparire debolezza, cefalea, vertigini, crampi, nausea e stanchezza. La disidratazione, inoltre, riduce la capacità di tollerare lo sforzo e aumenta il carico fisiologico necessario per mantenere una temperatura corporea adeguata.

Quindi la prima domanda da porsi è sempre molto semplice: sto introducendo abbastanza liquidi e sto compensando adeguatamente ciò che perdo?

Questo non significa che tutti debbano assumere indiscriminatamente acqua e sali minerali. Le necessità cambiano molto in funzione della sudorazione, dell’attività fisica, dell’alimentazione, dei farmaci assunti e delle eventuali patologie presenti.

Anche il sonno conta più di quanto pensiamo

Le notti calde possono peggiorare la qualità del sonno.

E non è necessario soffrire di una vera insonnia per risentirne.

È sufficiente un sonno più superficiale, qualche risveglio in più o una minore continuità delle fasi profonde perché, dopo diversi giorni, compaiano:

  • stanchezza durante il giorno;
  • irritabilità;
  • difficoltà di concentrazione;
  • maggiore percezione dello sforzo;
  • minor capacità di recupero.

Ecco perché a volte quella che interpretiamo come “intolleranza al caldo” è in realtà la somma di calore + disidratazione + sonno meno efficace.

In perimenopausa e menopausa il caldo può pesare ancora di più

Qui entra in gioco un aspetto spesso sottovalutato: gli ormoni sessuali partecipano anche alla regolazione della temperatura corporea.

Durante la transizione menopausale, le variazioni dell’estradiolo interagiscono con i circuiti ipotalamici che regolano la dispersione del calore.

Le vampate, infatti, non sono semplicemente una sensazione soggettiva di caldo: sono un vero fenomeno neurovascolare, caratterizzato da vasodilatazione cutanea e sudorazione. Le conoscenze più recenti indicano un ruolo importante dei neuroni ipotalamici KNDy e della neurochinina B nella genesi dei sintomi vasomotori.

Quando all’instabilità della termoregolazione tipica della perimenopausa si aggiunge una temperatura ambientale elevata, il disagio può quindi diventare molto più evidente.

Se poi le vampate e la sudorazione notturna frammentano il sonno, il giorno successivo la stanchezza può essere ancora maggiore.

Non sorprende che, per alcune donne, l’estate rappresenti il momento in cui sintomi prima considerati marginali diventano improvvisamente difficili da ignorare.

Ma gli ormoni non spiegano tutto

Questo è un punto importante.

Sentirsi particolarmente stanchi con il caldo non significa automaticamente avere uno squilibrio ormonale.

Quando l’astenia è marcata, persiste anche nelle giornate meno calde oppure è associata ad altri sintomi, può essere opportuno valutare anche altri elementi.

Per esempio, una donna in perimenopausa che presenta mestruazioni molto abbondanti potrebbe aver sviluppato una carenza di ferro o un’anemia.

Una persona che riferisce stanchezza insieme a variazioni di peso, alterazioni dell’alvo, modificazioni della frequenza cardiaca o altri sintomi compatibili potrebbe invece meritare una valutazione della funzione tiroidea.

Allo stesso modo devono essere considerate alimentazione, apporto calorico e proteico, glicemia, farmaci, pressione arteriosa, stato cardiovascolare e numerose altre condizioni cliniche.

Il sintomo, da solo, raramente racconta tutta la storia.

Quando “è il caldo” non basta più come spiegazione?

Mi farei qualche domanda in più se:

la stanchezza è molto più intensa rispetto agli anni precedenti;

compare anche quando la temperatura si abbassa;

il recupero notturno non è più efficace;

sono comparsi contemporaneamente disturbi del ciclo, vampate o sudorazioni notturne;

sono presenti palpitazioni, capogiri frequenti, fiato corto o ridotta tolleranza allo sforzo;

esiste una stanchezza di fondo già presente prima dell’estate.

In questi casi non serve necessariamente cercare una malattia nascosta.

Serve, piuttosto, mettere insieme i diversi segnali e capire se esiste un fattore modificabile che sta rendendo più difficile l’adattamento.

Non sempre dobbiamo scegliere tra “è il caldo” e “c’è qualcosa che non va”

Le due cose possono coesistere.

Il caldo rappresenta un carico fisiologico reale. In una persona che parte da un buon equilibrio, l’organismo generalmente riesce ad adattarsi.

Quando invece sono già presenti sonno insufficiente, perdite mestruali importanti, sintomi della perimenopausa, problemi metabolici, un’alimentazione inadeguata o altre condizioni cliniche, quel carico può essere percepito molto di più.

È uno dei motivi per cui, in medicina, cerco di non fermarmi al singolo sintomo.

Capire perché una persona è stanca è più utile che limitarsi a dirle che è estate.

Se senti che la tua stanchezza è diventata sproporzionata rispetto al caldo o si accompagna ad altri cambiamenti, una valutazione complessiva può aiutare a capire da dove partire.

 

 

Bibliografia essenziale

  • Baker FC, et al. Effects of menopause on temperature regulation. Temperature (Austin). 2025
  • Centers for Disease Control and Prevention. About Heat and Your Health. 2025.
  • World Health Organization Regional Office for Europe. #KeepCool in the heat. 2026.

Dott.ssa Francesca Michelucci

Dott.ssa Francesca Michelucci

Chi Sono

Dott.ssa Francesca Michelucci
Medico Esperto in Fitoterapia, Medicina Integrata,
Protocollo Coimbra e Terapia con Ormoni Bioidentici.
Specializzata in Anestesia, Rianimazione e Terapia del Dolore.

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Malattie Autoimmuni e Protocollo Coimbra

Ormoni Bioidentici

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