La prontezza di riflessi del nostro sistema immunitario è messa a dura prova ogni giorno dalla grande varietà di sostanze con cui entra in contatto. Che siano benefiche o pericolose, infatti, non sono poche le sostanze naturali che possono modificarne l’attività, alcune addirittura risultando tossiche, minando le sue funzioni e riducendo le nostre difese.
Tossine ambientali e sistema immunitario
I composti tossici mostrano diversi effetti, spesso anche simultaneamente e possono generare disfunzioni. Nella maggior parte dei casi comportano la deplezione del Glutatione (GSH) nelle Cellule che Presentano l’Antigene (APC), influenzando l’attività dei Linfociti Th1 quanto quella dei Th2. Bassi livelli di GSH, infatti, portano a una prevalenza di Th2 rispetto ai Th1, mentre alti livelli di GSH promuovono la risposta immunitaria dipendente da Th1. Sono molti gli inquinanti ambientali che riducono le concentrazioni di GSH nell’organismo: mercurio, ftalati, pesticidi clorurati oppure organofosforici, ma anche fumo di tabacco e particelle esauste del diesel nell’aria. Questi composti tossici sono quindi un enorme fattore di rischio causale della diminuzione dell’attività del Sistema Immunitario, col rischio di subire più facilmente l’aggressione da parte di batteri, virus e funghi.
Fattori nutrizionali che interagiscono col sistema immunitario
La salute del sistema immunitario di un organismo dipende a stretto giro anche dal suo status nutrizionale. Una dieta che sostenga il sistema immunitario deve infatti essere ricca di frutta, vegetali, legumi e semi oleosi, così come deve prevedere un ridotto introito di grassi e zuccheri raffinati, oltre a non esagerare col contenuto proteico. Mantenendo i giusti livelli di nutrienti dalla dieta, infatti, è possibile evitare la deficienza nutrizionale che mette a rischio le difese immunitarie.
Il ridotto apporto di nutrienti è la causa più diffusa di indebolimento del sistema immunitario. E non si parla solo di scelte alimentari che limitano determinati alimenti, ma anche e soprattutto gli eccessi in alimenti dannosi. Proprio per questo motivo, molto spesso a un abbassamento delle difese immunitarie dipendente da deficienza nutrizionale seguono malattie metaboliche, inclusa l’obesità che a sua volta riduce l’attività battericida dei leucociti e aumenta la morbidità e la mortalità da infezioni.
Un esempio ampiamente studiato in letteratura di interazione fra sistema immunitario e nutrienti assunti con la dieta riguarda le proteine. I principali effetti di una malnutrizione dipendente da apporto proteico coinvolgono l’attività del sistema immunitario cellulo-mediato, riducendone la risposta contro microorganismi patogeni e rendendo l’organismo più facilmente attaccabile. Anche l’eccesso di zuccheri introdotti con la dieta ha dimostrato interazioni con le nostre difese. In questo caso, gli effetti si notano principalmente nella diminuzione dell’attività dei fagociti neutrofili, che però non avviene se gli zuccheri sono assunti sotto forma di amido.
Il Sistema Immunitario è influenzato anche dai corretti livelli di Vitamine e Minerali
Spesso è visione comune identificare nelle macromolecole come zuccheri e proteine le uniche sostanze alimentari che tendono a influenzare il nostro organismo. Nella realtà dei fatti, soprattutto nel caso del sistema immunitario, ciò non corrisponde al vero, dato che hanno un ruolo fondamentale anche le Vitamine e i Sali minerali.
Le Vitamine si comportano nel nostro organismo come coattivatori enzimatici e come coadiuvanti funzionali in molti processi biochimici. Ciò significa che fanno da chiave di volta per moltissime funzioni, incluse quelle del sistema immunitario. La grande attività antiinfiammatoria tipica delle Vitamine A, C ed E, ad esempio, permette di migliorare sia l’immunità umorale sia quella cellulo-mediata. Ciò è dovuto al fatto che mantengono l’ambiente cellulare ottimale per le loro singole funzioni. Fra le altre, queste vitamine permettono di aumentare la proliferazione dei linfociti, stimolare l’attività citotossica contro i tumori e migliorare la risposta anticorpale contro gli agenti esterni.
Un discorso a parte merita la Vitamina D: ricordiamo che non si tratta di una vera vitamina ma di un ormone e quindi non viene introdotta attraverso la dieta ma viene prodotta direttamente dal nostro corpo quando si espone al sole o, in alternativa, assunta come integratore per bocca. Questo ormone ha un ruolo chiave nel funzionamento del sistema immunitario, agendo come immunoregolatore. Delle sue meravigliose e importantissime funzioni abbiamo parlato in altri post e continueremo a parlarne perché si tratta della sostanza che maggiormente lo influenza e lo regola.
Anche le Vitamine del gruppo B, fra cui l’acido folico e la Vitamina B12 sono essenziali per la riproduzione cellulare e permettono di evitare fenomeni di leucopenia.
Fra i minerali, sono particolarmente importanti il Ferro, il Selenio e lo Zinco. Uno dei meccanismi di difesa che abbiamo nei confronti dei batteri implica l’utilizzo da parte dei linfociti del ferro, dal momento che, è stato dimostrato, ne aumenta la loro attività battericida. Questo però generalmente non arriva a causare una riduzione dei livelli di ferro dell’organismo perché è temporaneo e viene prontamente reintegrato una volta scongiurata la minaccia. È però importante evitare, in caso di infezione, l’utilizzo di integratori di Ferro, che possono andare a inibire questo meccanismo. Zinco e Selenio sono invece necessari per le funzionalità specifiche del sistema immunitario dato che permettono la corretta stabilizzazione delle strutture proteiche e delle proteine del complemento che partecipano all’attacco contro i microorganismi patogeni.
Potenziare le funzioni del timo è un’opzione valida?
Riuscire a mantenere l’attività del Timo a pieno regime è sicuramente la scelta migliore in questi casi. Nel Timo i Linfociti vengono fatti maturare e specializzati nelle funzioni che osserviamo durante un attacco batterico. Per promuovere l’attività del Timo ci sono diverse strade percorribili: ad esempio prevenire la riduzione delle dimensioni dell’organo, migliorando l’assunzione di antiossidanti nella dieta; oppure l’aggiunta di nutrienti che partecipano all’attività o alla produzione degli ormoni del timo, come le già citate Vitamina C, E, B6 e i minerali Zinco e Selenio.



