Magnesio per la prevenzione e cura dell’osteoporosi
Il Magnesio fa parte della componente minerale dell’osso dove viene immagazzinato circa il 60% di tutto il magnesio corporeo. L’osso infatti si comporta da serbatoio di Magnesio e da qui lo libera nel sangue per mantenere livelli costanti di magnesio circolante.
A livello osseo questo minerale è coinvolto in molteplici attività: prende parte alla formazione dei cristalli di cui è formato l’osso, è essenziale per il benessere delle cellule viventi – funzionando come cofattore di molti enzimi coinvolti nel metabolismo di lipidi (grassi), proteine e acidi nucleici – ed è inoltre fondamentale per la sintesi di ATP, la riserva energetica delle cellule. Grazie alla sua carica positiva è uno stabilizzante delle membrane cellulari. Da tutto ciò si capisce quanto il Magnesio sia importante per la salute di tutte le cellule del nostro organismo e le cellule del tessuto osseo non fanno eccezione.
La carenza di Magnesio promuove lo sviluppo dell’osteoporosi con meccanismi diretti e indiretti
Molteplici studi, condotti sugli animali e sull’uomo, hanno dimostrato come la carenza di Magnesio nella dieta possa essere responsabile dello sviluppo di osteoporosi. Questo sia agendo direttamente sul tessuto osseo che indirettamente, provocando alterazioni dell’equilibrio corporeo che successivamente si ripercuotono negativamente sull’osso.
Meccanismi diretti:
- Riduzione del numero e della funzione degli Osteoblasti, le cellule che vanno ad apporre nuovo osso;
- Aumento del numero degli osteoclasti, le cellule che vanno a riassorbire l’osso;
- Promozione della formazione di cristalli ossei più larghi e fragili rispetto a quelli normali.
Meccanismi indiretti
- La carenza di Magnesio ha effetti negativi sul PTH (paratormone) e sulla Vitamina D causando una riduzione della produzione di nuovo osso sano;
- L’Ipomagnesemia inoltre promuove lo stato infiammatorio: molteplici studi hanno ormai confermato la relazione tra infiammazione e perdita di massa ossea.
Durante la fase infiammatoria aumenta la produzione di citochine come TNF e IL-6 che vanno a localizzarsi nell’osso promuovendone il riassorbimento.
Parallelamente sembra che anche valori troppo alti di Magnesio non siano del tutto benefici per la struttura ossea, potendo causare difetti di mineralizzazione per competizione di questo minerale col calcio: questo si verifica ad esempio in chi soffre di insufficienza renale cronica. In queste persone si ha spesso un’elevata concentrazione di magnesio nel sangue e contemporaneamente un tessuto osseo distrofico e con una ridotta capacità di resistenza, chiamata Osteodistrofia renale.
È stato dimostrato come una dieta alcalina ricca di verdure a foglia verde e cereali integrali ricchi di Magnesio sia utile per aiutare l’osso a rimanere in salute. Sebbene, a causa delle coltivazioni intensive in auge nell’ultimo secolo, la gran parte di frutta e verdura abbiano perso la gran parte del loro contenuto in magnesio, anche la raffinazione e la processazione dei cibi, caratteristica tipica della dieta occidentale costituita per buona parte da cibi precofezionati, è la causa del ridotto apporto di magnesio con la dieta. Risulta quindi importante integrare questo Minerale nella giusta quantità per poter aiutare il nostro scheletro osseo a rimanere in salute o a contribuire a un miglioramento della sua densità qualora si sia già instaurata osteopenia od osteoporosi.
Magnesio e salute muscolare
Il Magnesio (Mg) ha un’importante ruolo nel metabolismo energetico e contribuisce sia alla normale funzione muscolare che al suo miglioramento in condizioni patologiche.
Qual è il contributo di questo minerale nel muscolo sano di un individuo attivo?
L’associazione tra i livelli di Mg corporei, la supplementazione di Mg e la funzione muscolare è stata valutata in molti studi scientifici i quali hanno concluso che il fabbisogno di Mg, durante attività l’attività fisica, aumenta. Questo minerale migliora la funzione e la performace muscolare ottimizzando la disponibilità di glucosio nei tessuti che ne hanno maggiormente bisogno in quel momento – cervello, muscoli e sangue – e riuscendo a ridurre l’accumulo di lattati a livello muscolare che si osserva quando il muscolo si contrae in carenza di ossigeno, come accade durante l’esercizio.
Gli studiosi hanno visto che negli individui che facevano parte di un programma di sviluppo della forza muscolare, i livelli subottimali o addirittura vere e proprie carenze di Mg causavano un inefficiente metabolismo energetico e riducevano la resistenza allo sforzo. Nell’esercizio aerobico sembra invece che livelli ottimali di Mg riducano il fabbisogno di ossigeno e migliorino la performance cardiorespiratoria.
È stato visto che negli atleti anche la comparsa di crampi muscolari è associata a deficit di Mg e un suo reintegro ad alti dosaggi reca sollievo dai crampi nell’arco di pochi giorni.
In condizioni di patologia il Mg è stato molto studiato sia nella Fibromialgia che nella Sindrome da fatica cronica: in queste condizioni la supplementazione di Mg ha dimostrato dare ottimi risultati sia perché il Mg interviene nella sintesi di serotonina (un importante neurotrasmettitore coinvolto nella percezione del benessere e del dolore, la cui produzione alterata sembra poter avere importanza nello sviluppo di questa sindrome) sia perché è fondamentale per la produzione di energia a livello cellulare. Il Mg ha infatti un’azione rilassante sulla muscolatura ed è quindi importante sia nelle contratture dolorose che per le normali contrazioni muscolari e funzioni nervose: si suppone che la carenza di Mg sia la causa del dolore riferito nella fibromialgia, dato che la supplementazione di Mg è in grado di ridurre il numero di trigger points e l’intensità del dolore. La carenza di questo minerale è inoltre associata a fatica, disturbi del sonno e ansia, sintomi tipici della sindrome fibromialgica.
Nella letteratura scientifica vi è unanimità di pensiero nel parlare delle funzioni importanti del magnesio per la salute mentre si trovano lavori scientifici con conclusioni discordanti quando si va a studiare la correlazione tra livelli corporei di Mg e risposta alla sua integrazione, rendendo molti di questi studi inconcludenti dal punto di vista del risultato. Questo in realtà non deve sorprendere poiché sappiamo che solo lo 0,8% del Magnesio corporeo è presente nel sangue mentre la gran parte è immagazzinata nei tessuti tra cui soprattutto nell’osso e nei muscoli. Qualsiasi tentativo di dosaggio del magnesio che non si basi su un prelievo di tessuto muscolare o osseo, come ad esempio il magnesio eritrocitario, leucocitario o la sua ricerca nel capello, non è quindi completamente attendibile: possiamo sapere con sicurezza solo quando i valori di Mg sono effettivamente più bassi del normale mentre se i valori nel sangue risultano all’interno dei limiti di normalità questi potrebbero non voler significare che anche a livello cellulare siano normali. In altre parole: i livelli di Mg nel sangue, a meno che non siano inferiori ai limiti di normalità, non correlano con i valori di Mg a livello delle cellule.
Per questo è complicato studiare e soprattutto misurare quanto realmente sia efficace la sua supplementazione e per questo gli studi scientifici spesso non riescono a darci indicazioni precise sul suo utilizzo. Tuttavia dal punto di vista clinico la sua supplementazione risulta efficace in molte situazioni tra cui dolori muscolari, sindrome da fatica cronica e fibromialgia e questo invece riesce a evidenziarsi dagli studi.



