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I benefici dello zenzero per le donne di tutte le età

Lug 14, 2021 | Alimentazione, Blog, Fitoterapia

Lo zenzero è una spezia particolarmente in voga negli ultimi anni e che ha mostrato diverse proprietà non solo in ambito culinario, ma anche farmacologico, soprattutto per una donna in praticamente ogni fase della sua vita. Il ginger – nome inglese con cui viene chiamato ormai anche da noi in Italia – è una pianta nativa del sud asiatico e dell’Africa. Attualmente il maggior produttore di zenzero è la Jamaica. La parte più comunemente conosciuta della pianta è il rizoma, cioè la radice che possiamo acquistare nei reparti ortofrutticoli dei mercati.

Le sue proprietà organolettiche e farmacologiche dipendono dalla presenza di specifiche sostanze che lo costituiscono. Il principale componente dello zenzero è l’amido (50%) seguito da proteine, lipidi, resine e soprattutto oli volatili, composti da sesquiterpeni e chetoni aromatici, fra cui il gingerolo. Proprio il gingerolo è il principale composto attivo ed è quello che ne determina l’odore e il sapore pungente così come le sue proprietà benefiche nell’organismo.

Storia e usi comuni

Lo zenzero affonda le sue origini nella Cina antica, dove veniva utilizzato per la cura di un ampio ventaglio di sintomi: mal di stomaco, nausea, diarrea, mal di denti ma anche situazioni cliniche più pericolose come emorragie e colera. A partire dalla sua diffusione globale, però, il ginger è stato utilizzato per lo più come spezia e per dare un sapore più spiccato a dolci, bevande e un odore pungente ai prodotti cosmetici. Negli ultimi anni sta tornando però l’interesse nello zenzero come alimento funzionale nei confronti di determinate condizioni patologiche.

Proprietà farmacologiche dello zenzero

Lo zenzero possiede numerose proprietà farmacologiche, confermate da studi e ricerche della comunità scientifica internazionale, fra cui il suo effetto antiossidante, la sua capacità di inibizione della sintesi di prostaglandine, leucotrieni e trombossani, un effetto ipocolesterolemizzante, proprietà termogeniche e attività antibiotica.
Nello zenzero è stata riscontrata una proprietà attiva per combattere gli effetti della nausea e del vomito. Il meccanismo antiemetico risiede nel gingerolo che, agendo come antagonista dei recettori colinergici M3 e serotoninergici 5HT3, riduce il segnale dello stimolo dell’espulsione. In più, migliora il tono muscolare e la motilità gastrica. È stata dimostrata la sua utilità nei confronti dell’iperemesi gravidica, condizione in cui una donna in gravidanza presenta un esagerato stimolo del vomito. L’assunzione di polvere di rizoma, ossia della radice, di zenzero ha portato a una diminuzione dei sintomi clinicamente verificata, permettendo così alle donne di evitare l’ospedalizzazione. Queste proprietà contrastanti l’emesi si sono rivelate efficaci anche nel combattere la nausea indotta da farmaci chemioterapici antitumorali in donne che soffrivano di cancro ginecologico.
Il gingerolo sembra anche mostrare attività termogeniche: è cioè in grado di migliorare la capacità del corpo di generare calore e mantenere la corretta temperatura corporea in caso di ipotermia, condizione molto comune nel genere femminile. Ciò è possibile grazie alla capacità del gingerolo di inibire l’ipotermia indotta da serotonina, agendo da antagonista sul recettore serotoninergico.

È importante inoltre ricordare l’ampia e documentata proprietà antiinfiammatoria dello zenzero, data non solo dalla sua capacità di inibire la produzione di leucotrieni e prostaglandine, i modulatori dell’infiammazione: i principi dello zenzero hanno dimostrato di mantenere attivi e vigili enzimi come le superossidodesmutasi, le catalasi e la glutatione perossidasi, che combattono l’infiammazione ed evitano che i radicali liberi dell’ossigeno (ROS) possano raggiungere quote tossiche nel sangue.

Il gingerolo è stato studiato anche nelle donne in gravidanza, per scoprire se l’assunzione di zenzero possa entrare in contrasto con la crescita del bambino. Ad oggi, le raccomandazioni del Ministero della Salute prevedono di non utilizzare lo zenzero in gravidanza, ma solo in via preventiva. Non esistono, infatti, prove della pericolosità della spezia sul feto se assunta in dosi contenute.

Lo zenzero ha effetti tossici?

Dagli studi è emerso come non ci siano evidenti effetti tossici nell’utilizzare lo zenzero nelle dosi consigliate. Al suo interno, infatti, lo zenzero contiene sia sostanze mutageniche sia sostanze antimutageniche, determinando un equilibrio fra le due classi di sostanze che si annullano a vicenda.

Effetti negativi sull’organismo sono stati riscontrati su persone che hanno ingerito grandi quantità di zenzero in poco tempo e a stomaco vuoto. In questo caso, i pazienti hanno sofferto di alcuni disturbi al tratto gastrointestinale. Le quantità assunte – circa 6 grammi – hanno infatti portato una esfoliazione considerevole delle cellule epiteliali di superficie del lume gastrico, che ha portato a stress localizzato fino a ulcera gastrica. Tuttavia, si tratta di un caso isolato a dimostrazione del fatto che, se assunto in dosi inferiori ai 6 grammi, lo zenzero non rappresenti un alimento tossico per l’organismo umano.

Lo zenzero è una dimostrazione dell’importanza di aprirci a nuove culture e nuovi elementi di medicina tradizionale e alternativa, con l’obiettivo di studiarle secondo i criteri della scienza e dimostrarne le proprietà. Grazie a questa spezia che viene dall’Oriente, abbiamo infatti un ottimo aiuto non solo per contrastare i disturbi del sistema gastrointestinale, ma anche per migliorare la qualità della vita di tutte le donne.

Dott.ssa Francesca Michelucci

Dott.ssa Francesca Michelucci

Chi Sono

Dott.ssa Francesca Michelucci
Medico Esperto in Fitoterapia, Medicina Integrata,
Protocollo Coimbra e Terapia con Ormoni Bioidentici.
Specializzata in Anestesia, Rianimazione e Terapia del Dolore.

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Malattie Autoimmuni e Protocollo Coimbra

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