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La vitamina C: un prezioso antiossidante a supporto delle difese immunitarie

Dic 15, 2021 | Alimentazione, Blog, Malattie virali, Sistema immunitario

Sebbene nel caso delle malattie infettive la causa primaria è da ricercarsi nell’ingresso di agenti patogeni nel nostro organismo – con conseguente attivazione delle difese immunitarie – attualmente la comunità scientifica condivide il concetto che tutte le malattie siano correlate con l’ossidazione delle biomolecole. Quest’ultimo è un processo chimico che determina alterazioni e danni a discapito di tessuti, cellule e macromolecole.

Il sistema immunitario è uno dei più complessi del nostro corpo che necessita di molti processi metabolici per il suo corretto funzionamento. Tali processi richiedono il coinvolgimento di specifici enzimi che a loro volta necessitano di numerosi cofattori (vitamine e minerali). Se questi cofattori non sono forniti in un livello ottimale, si può verificare una disregolazione del sistema immunitario con un rilascio eccessivo e incontrollato di citochine (molecole che favoriscono l’infiammazione) con conseguente stress ossidativo a livello cellulare che può compromettere in modo irreversibile le funzioni vitali della cellula stessa. Ad esempio, l’aumento significativo dello stress ossidativo dovuto al rapido rilascio di radicali liberi e citochine è il segno distintivo della sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS) che porta a danno cellulare, insufficienza d’organo e morte del paziente.

Per prevenire danni ai tessuti e ridurre il rischio di morte, è dunque necessario rafforzare il sistema immunitario affinché possa funzionare in modo efficace.

In tal senso, bisogna sottolineare l’importanza di un’adeguata integrazione di molecole antiossidanti, come la vitamina C.

Il ruolo della vitamina C nelle infezioni virali

Diverse evidenze mostrano come la vitamina C abbia avuto un ruolo chiave nella risoluzione di malattie di origine virale, comprese le influenze, la polmonite e persino la poliomielite.

Modificare il proprio lo stile di vita, ad esempio seguendo una dieta equilibrata ricca di frutta e verdura e assumendo integratori vitaminici, rappresenta un buon punto di partenza per fornire al proprio organismo il giusto apporto di vitamina C.

È necessario però sottolineare che questa vitamina agisce sinergicamente con altre molecole antiossidanti, tra cui: acido alfa lipoico, coenzima Q10 (CoQ10), glutatione e altre vitamine come la vitamina B ed E.

Nel caso sia in corso una infezione, il medico potrebbe consigliare dosi elevate e somministrazione precoce di molecole antiossidanti a supporto delle difese immunitarie per arrivare alla risoluzione della malattia.

Un altro aspetto interessante è quello relativo alla sinergia tra perossido di idrogeno e vitamina C che insieme svolgono un ruolo essenziale nell’eradicazione di vari i tipi di infezioni. Il perossido di idrogeno viene infatti considerato un “partner fisiologico” della vitamina C ed è stato osservato che la somministrazione mediante nebulizzazione di perossido di idrogeno è efficace nella risoluzione di alcune sindromi virali.

Covid-19 e vitamina C: cosa sappiamo oggi?

Il segno distintivo legato all’infezione da Sars-Cov-2 (il virus responsabile del Covid-19) è il rilascio esplosivo ed eccessivo di radicali liberi e citochine in un breve periodo di tempo che porta a stress ossidativo, con conseguente alterazione di biomolecole e danno a cellule ed organi. Il paziente può quindi andare incontro a insufficienza multiorgano con un alto rischio di morte. Si ipotizzata quindi che un intervento antiossidante precoce per prevenire o interrompere la tempesta di citochine e lo stress ossidativo può avere benefici sul paziente e ridurre il rischio di decesso.

È stato ad esempio riportato il caso di un paziente ricoverato con Covid-19 che dopo aver ricevuto la Terapia Antiossidante Sistematica, è migliorato rapidamente e la maschera per l’ossigeno è stata rimossa in soli 2 giorni, con dimissione dopo 5 giorni dall’inizio di tale terapia. Al paziente è stato consigliato di continuare la terapia per prevenire la sindrome “long Covid”, quindi la possibilità di avere conseguenze a lungo termine legate al Sars-Cov-2.

L’International Society for Orthomolecular Medicine (ISOM) raccomanda l’assunzione dei seguenti nutrienti per prevenire o ridurre al minimo i sintomi dell’infezione da Covid-19: vitamina C, vitamina D, zinco, selenio e magnesio. L’ISOM raccomanda inoltre la vitamina C per via endovenosa per i pazienti ospedalizzati con infezione da Covid-19.

Il trattamento combinato della terapia nutrizionale per via endovenosa con integratori alimentari per via orale è molto utile per la prevenzione e il trattamento di pazienti con Covid-19 in una fase precoce di malattia.

Il valore della vitamina C tra trattamento e prevenzione

Come abbiamo visto, le infezioni virali sono spesso associate a un aumento dello stress ossidativo che porta a danni cellulari e tissutali.

La vitamina C, grazie alle sue proprietà, in primis quella antiossidante, può trovare spazio per molte applicazioni cliniche, sia come supporto ad un trattamento standard sia come supplemento da utilizzare a scopo preventivo. Ad esempio, la somministrazione di vitamina C ad alte dosi, sebbene abbia il suo principale impiego nelle patologie tumorali, ha dimostrato di essere una terapia sicura ed efficace per i casi gravi di infezione virale con coinvolgimento a livello respiratorio.

La vitamina C contribuisce a mantenere efficaci le difese immunitarie essendo coinvolta in varie funzioni cellulari del sistema immunitario sia innato che adattativo. L’integrazione con vitamina C sembra essere in grado di prevenire e di curare non solo le infezioni respiratorie ma anche quelle sistemiche, migliorando la risposta dei globuli bianchi all’infezione e stimolando la produzione di Interferone (IFN).

Viceversa, una delle conseguenze della carenza di vitamina C è la ridotta resistenza a vari agenti patogeni.

Alcuni studi indicano che per la prevenzione profilattica delle infezioni sia necessaria l’assunzione di circa 100-200 mg/die di vitamina C mentre la Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU), raccomanda per i soggetti adulti le seguenti quantità minime giornaliere: 105mg/die per l’uomo e 85mg/die per la donna. Dosi decisamente più alte di vitamina C (oltre 2 grammi) vengono usate con successo in corso di  infezione, soprattutto a carico delle vie respiratorie.

Poiché la vitamina C può avere interazioni con terapie farmacologiche e un sovradosaggio può causare effetti collaterali, il consiglio è quello di consultare il proprio medico di riferimento per definire come integrare in sicurezza questa preziosa vitamina nella propria dieta.

Fonti

  • Looking over the rim: Focus on Vitamin C and other complementary measures of Orthomolecular Medicine in the context of Covid-19. DAVINCI International Conference, 21Nov21.
  • Hoang, Ba X et al. “Possible application of high-dose vitamin C in the prevention and therapy of coronavirus infection.” Journal of global antimicrobial resistance 23 (2020): 256-262.
  • Carr, Anitra C, and Silvia Maggini. “Vitamin C and Immune Function.” Nutrients 9,11 1211. 3 Nov. 2017, doi:10.3390/nu9111211.
  • Ströhle A, Wolters M, Hahn A. Micronutrients at the interface between inflammation and infection–ascorbic acid and calciferol: part 1, general overview with a focus on ascorbic acid. Inflamm Allergy Drug Targets. 2011 Feb;10(1):54-63.
  • VITAMINE – Assunzione raccomandata per la popolazione (PRI) e assunzione adeguata (AI). SINU, 2014.
  • Cerullo G, Negro M, Parimbelli M, et al. The Long History of Vitamin C: From Prevention of the Common Cold to Potential Aid in the Treatment of COVID-19. Front Immunol. 2020;11:574029.
  • Li Y, Shellhorn HE. New Development and Novel Therapeutic Perspectives for Vitamin C. J Nutr 137.10 (2007) 2171-2184

Dott.ssa Francesca Michelucci

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Chi Sono

Dott.ssa Francesca Michelucci
Medico Esperto in Fitoterapia, Medicina Integrata,
Protocollo Coimbra e Terapia con Ormoni Bioidentici.
Specializzata in Anestesia, Rianimazione e Terapia del Dolore.

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