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Ormoni e cancro

Ago 12, 2024 | Blog, Malattie Oncologiche, Ormoni bioidentici

La pubblicazione dei risultati del trial WHI nel 2002, ha sollevato preoccupazioni significative riguardo al rischio di cancro al seno e altre gravi patologie legate all’uso di ormoni in menopausa, portando molti medici a sospendere questo trattamento per le loro pazienti.
Tuttavia, è essenziale comprendere che lo studio WHI non ha considerato fattori chiave come l’età delle donne e il tipo di ormoni utilizzati. Questi aspetti possono influenzare profondamente i risultati e le conclusioni tratte. Gli studi successivi hanno infatti dimostrato che non tutti gli ormoni sono uguali e che le alternative bio-identiche potrebbero offrire benefici con rischi minori.
In questo articolo, dal titolo “Hormone and Cancer”, pubblicato da Worldlink Medical, esploreremo le implicazioni dello studio WHI e le evidenze più recenti riguardo agli ormoni bio-identici, offrendo una prospettiva più equilibrata per le donne che si trovano a dover affrontare la menopausa e i suoi sintomi debilitanti.

Per facilitare la comprensione del contenuto per i lettori italiani, ecco di seguito una traduzione dell’articolo originale.

Ormoni & Cancro

di Worldlink Medical
Da quando il trial WHI si è concluso nel 2002, ormoni e cancro sono diventati sinonimi in molti ambienti sanitari. Le donne, alle prese con sintomi della menopausa e segni di invecchiamento, si trovano spesso senza alternative poiché i medici hanno eliminato questa terapia dalle loro prescrizioni. Molte donne si trovano così tra l’incudine e il martello, chiedendosi: “Dovrei assumere ormoni per altri benefici alla salute e rischiare una leggera possibilità di cancro al seno, o rinunciare e soffrire di vampate di calore, osteoporosi, sconvolgimenti emotivi e declino cognitivo?”

In questo articolo discuteremo di cancro e ormoni. Se sei interessato a una discussione approfondita sul trial WHI.

Sommario

  • Perché il trial WHI ha mostrato un aumento del rischio di cancro al seno: età e ormoni contano
  • Progestinici
  • Età
  • Cosa hanno dimostrato gli studi riguardo agli ormoni bio-identici e al cancro al seno
  • Perché dobbiamo mantenere la calma

Perché il trial WHI ha mostrato un aumento del rischio di cancro al seno: età e ormoni contano

Il trial WHI, uno studio clinico randomizzato su più di 10.000 donne di età compresa tra 50 e 79 anni, ha esaminato se l’assunzione di Premarin (Estrogeni coniugati) , da solo o con un progestinico, in modo continuo dopo la menopausa potesse aiutare le donne a prevenire malattie cardiache, ictus e declino cognitivo.

I ricercatori del WHI hanno scoperto che le donne che assumevano una combinazione di estrogeni e progestinici avevano un rischio aumentato di malattie coronariche, ictus, trombosi venosa profonda e cancro al seno.

Questo rischio di cancro al seno, malattie cardiache e altre condizioni variava a seconda dell’età delle donne quando iniziavano la terapia e se assumevano progestinici insieme agli estrogeni.

Progestinici:

I progestinici (ad esempio il metossiprogesteroneacetato: qui si parla di progestinici di sintesi, molecole diverse dal nostro progesterone!!) sono frequentemente prescritti come contraccettivi o durante la terapia ormonale sostitutiva postmenopausale come mezzo per bloccare la crescita endometriale indotta dagli estrogeni. Questi ormoni “sintetici” sono stati collegati a una maggiore incidenza di cancro al seno e a esiti cardiovascolari negativi.

Età:

Solo il 30% dei partecipanti allo studio aveva un’età compresa tra 50 e 59 anni, gli anni in cui la maggior parte delle donne inizia la terapia ormonale sostitutiva. Le restanti donne erano più anziane e fuori dal periodo normale in cui le donne dovrebbero iniziare il trattamento, con alcune che avevano comorbidità preesistenti prima di partecipare allo studio.

Sia i progestinici che l’età hanno influenzato negativamente gli esiti osservati nello studio.

Cosa hanno dimostrato gli studi riguardo agli ormoni bio-identici e al cancro al seno

Le prove fino ad oggi non indicano che il progesterone bio-identico aumenti il rischio di cancro al seno e diversi studi hanno indicato che protegge effettivamente il tessuto mammario. Uno studio francese su 1.150 donne con seni fibrocistici non ha rilevato un aumento del rischio di cancro al seno nelle donne che usavano progesterone topico. Inoltre, lo studio ha mostrato che il rischio di cancro al seno è diminuito significativamente quando il progesterone topico è stato combinato con il progesterone orale (RR = 0,5 rispetto ai non utilizzatori).

Il più grande studio fino ad oggi che affronta in modo conclusivo il dibattito su progesterone e cancro al seno è il French E3N-EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition), uno studio di coorte che ha esaminato oltre 50.000 donne. Ha mostrato gli stessi risultati del WHI nelle donne che utilizzavano progestinici sintetici, ossia un aumento del 26% del rischio di cancro al seno invasivo. Tuttavia, ha mostrato una diminuzione del 10% del rischio di cancro al seno nelle donne che utilizzavano progesterone.

Un altro studio ha scoperto che le pazienti con cancro al seno con i più alti livelli endogeni di progesterone al momento dell’intervento chirurgico avevano una sopravvivenza significativamente migliore a 18 anni di follow-up.

In uno studio osservazionale, è stato osservato un rischio ridotto di cancro al seno invasivo definito istologicamente e recettore ormonale con l’uso di una combinazione di progesterone micronizzato ed estrogeni rispetto all’uso di progestinici  sintetici.

Infine, uno studio belga ha rivelato che la somministrazione di progesterone ha ridotto la proliferazione mammaria indotta dall’estradiolo, suggerendo un ruolo per il progesterone anche nelle donne che non hanno un utero intatto.

Più volte, vediamo che il tipo di ormone utilizzato ha il maggiore impatto su come il corpo risponde alla terapia ormonale sostitutiva. Non è una questione di “se dovresti” ma “cosa dovresti” mettere nel tuo corpo per combattere la menopausa e il successivo declino dei sistemi nel corpo femminile.

Perché dobbiamo mantenere la calma

I benefici a breve e lungo termine della terapia ormonale sostitutiva sono difficili da sopravvalutare. I resoconti allarmistici sul trial WHI hanno distrutto anni e anni di prove cliniche e di laboratorio a sostegno della terapia ormonale e hanno lasciato innumerevoli donne a soffrire la menopausa e i molti effetti negativi associati alla mancanza di ormoni.

Il miglior risultato dello trial WHI è che si è fatto luce, con successivi studi, sulle alternative bioidentiche che danno risultati migliori, meno rischi, effetti protettivi e controllo dei sintomi. Le donne adesso hanno ha disposizione più scelte e più approcci.

 

Dott.ssa Francesca Michelucci

Dott.ssa Francesca Michelucci

Chi Sono

Dott.ssa Francesca Michelucci
Medico Esperto in Fitoterapia, Medicina Integrata,
Protocollo Coimbra e Terapia con Ormoni Bioidentici.
Specializzata in Anestesia, Rianimazione e Terapia del Dolore.

Protocollo Coimbra

Malattie Autoimmuni e Protocollo Coimbra

Ormoni Bioidentici

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