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Prediabete: cura e prevenzione attraverso lo stile di vita

Ago 31, 2021 | Blog, Fitoterapia

La grande e sempre più crescente diffusione del diabete mellito nel mondo, ha portato gli scienziati ad approfondire e studiare le cause della sua insorgenza e delle alterazioni che si presentano nella sua fase iniziale. È stato identificato un momento, comune a quasi tutti coloro che soffriranno di diabete in futuro, in cui le condizioni di salute mostrano una situazione chiamata Prediabete, cioè un diabete non ancora manifesto dove i valori degli esami rivelatori non sono ancora completamente alterati ma lanciano un segnale d’allarme per il paziente.

Cos’è il Prediabete?

Il Prediabete è una condizione clinica anche conosciuta come “alterata tolleranza al glucosio”. È caratterizzata da valori di Emoglobina Glicata compresi fra il 5.7% e il 6.4% e da valori di glicemia che variano da circa 110 mg/dl prima dei pasti a circa 170 mg/dl postprandiali. Si tratta di valori che non indicano con certezza una condizione di diabete, ma sono comunque una spia che si accende e che ci fa comprendere come la persona in questione sia a rischio di sviluppare il diabete mellito di tipo 2. Si tratta di una condizione che, ancor prima di evolversi nella malattia severa, può essere un fattore di rischio per altre condizioni patologiche, inclusi problemi cardiovascolari. La condizione di prediabete è però reversibile e, se trattata in tempo, non evolve in diabete vero e proprio: è necessario, tuttavia, ricorrere a un cambiamento nello stile di vita che comprende l’alimentazione e l’ambiente in cui si vive.

Trattare il prediabete con l’alimentazione: il caso delle specie Morus

Il prediabete, così come il diabete, influenza la capacità di assorbimento di nutrienti nell’organismo. È perciò essenziale, in questi casi, costruire un piano alimentare ad hoc come trattamento personalizzato per aiutare a migliorare la qualità della vita della persona. Tralascio le indicazioni alimentari specifiche, che sono però di fondamentale importanza dato che non possiamo certo pensare di invertire la nostra corsa verso il diabete se non smettiamo di cibarci di alimenti ad alto indice glicemico comead esempio pane e pasta bianchi, naturalmente dolci, cereali confezionati per la colazione ecc. Inserire poi alcuni specifici alimenti può aiutarci a velocizzare e facilitare la regressione verso una condizione di salute piena. Un esempio è il caso di due frutti di bosco molto conosciuti, appartenenti alla specie Morus.

La Morus Indica è meglio conosciuta come gelso indiano, particolarmente diffusa in Medio Oriente ma che ha raggiunto anche l’occidente a seguito della globalizzazione. È stata a lungo utilizzata come coltivazione utile per l’allevamento dei bachi da seta, ma è nelle proprietà nutrizionali delle sue bacche che riscontriamo una grande qualità. Gli studi hanno dimostrato che assumere il gelso indiano sotto forma di estratto o di bacca essiccata permette di ridurre del 27% l’aumento della concentrazione di glucosio nel sangue nei pazienti con prediabete o con diabete mellito di tipo 2, esercitando effetti protettivi indiretti (preventivi) anche nei confronti delle malattie del sistema cardiovascolare collegate.

Il secondo caso riguarda il ben più conosciuto gelso bianco (Morus Alba). Sono stati effettuati studi per comprendere come possa influenzare la glicemia in un soggetto malato, sia attraverso la bacca sia attraverso estratti o decotti di foglie e radici. Sono state identificate proprietà antidiabetica grazie all’inibizione delle α-glucosidasi presenti nel nostro sistema gastrointestinale. In questo modo, i derivati della pianta sono in grado di ridurre la quantità di glucosio assorbita e quindi la glicemia. A questo si abbinano gli effetti secondari dell’abbassamento del glucosio nel sangue e l’attività di polifenoli e flavonoidi presenti nella pianta che lavorano in sinergia per ridurre il rischio di ischemia, trombi o episodi aterosclerotici.

Prevenire il prediabete e il diabete: gli inquinanti ambientali

Un metodo per migliorare la qualità della vita di chi soffre di prediabete o diabete è sicuramente un cambio nello stile di vita che prevede un allontanamento da forme di inquinamento ambientale. È stato infatti dimostrato che gli inquinanti ambientali (POP) come le diossine, i dibenzofurani e gli organofosforici – tipicamente impiegati come pesticidi o prodotti come scarto dalle industrie – peggiorino la condizione di salute nel prediabetico e direzionino specificamente verso il diabete conclamato, tanto da definire questi agenti inquinanti come “diabetogeni”.

Un altro inquinante ambientale molto diffuso è l’Arsenico. La fonte principale con cui lo assumiamo è l’acqua, sia quella che ingeriamo sia quella presente negli alimenti, assorbita ad esempio tramite l’irrigazione dei campi. Anche se in quantità talmente basse da risultare non tossiche in maniera diretta, l’arsenico ha dimostrato effetti a lungo termine sulla corretta espressione del DNA e un aumentato rischio di diabete. Allo stesso modo, sono state identificate come segno comune fra i pazienti diabetici sostanze come i bisfenoli e gli ftalati nelle urine, rendendoli un elemento di controllo da associare all’insorgenza o presenza di diabete mellito di tipo 2 e di obesità. Queste sostanze interferiscono con i sistemi di comunicazione fra le cellule e i segnali di corretto assorbimento e utilizzo del glucosio, determinando un danno all’omeostasi dell’organismo e uno squilibrio verso il diabete.

Abbiamo quindi adesso chiaro che ci sono alcune piante che possono decisamente aiutarci nel controllo della glicemia e che migliorare il proprio stile di vita cominciando ad alimentarsi in modo semplice con un basso quantitativo di zuccheri rapidamente assimilabili, vivere in un ambiente sano privo il più possibile di inquinanti, mangiare cibo biologico senza pesticidi,  fare attività fisica costantemente e possibilmente all’aria aperta sono elementi fondamentali per poter prevenire ma anche trattare – anche fino alla regressione completa – il diabete nella sua forma iniziale.

Dott.ssa Francesca Michelucci

Dott.ssa Francesca Michelucci

Chi Sono

Dott.ssa Francesca Michelucci
Medico Esperto in Fitoterapia, Medicina Integrata,
Protocollo Coimbra e Terapia con Ormoni Bioidentici.
Specializzata in Anestesia, Rianimazione e Terapia del Dolore.

Protocollo Coimbra

Malattie Autoimmuni e Protocollo Coimbra

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