Un disturbo frequente durante la perimenopausa e la menopausa, che può influenzare il benessere quotidiano e la vita intima. Comprenderne le cause è il primo passo per affrontarlo.
Ci sono cambiamenti di cui le donne parlano facilmente: le vampate di calore, l’aumento di peso, i disturbi del sonno.
E poi ce ne sono altri, più intimi, che spesso vengono vissuti in silenzio.
La secchezza vaginale è uno di questi.
All’inizio può manifestarsi come un leggero fastidio durante i rapporti sessuali. Successivamente possono comparire bruciore, irritazione, una sensazione di tensione o dolore durante la penetrazione.
Molte donne pensano che sia una conseguenza inevitabile dell’età o della menopausa e finiscono per adattarsi, talvolta rinunciando progressivamente alla propria intimità.
Ma la secchezza vaginale non è qualcosa a cui bisogna necessariamente rassegnarsi.
Comprendere perché compare e quali possibilità terapeutiche esistono può fare una grande differenza nella qualità della vita.
Perché dopo i 40 anni la vagina può diventare più secca?
Gli estrogeni svolgono un ruolo fondamentale nel mantenimento della salute dei tessuti vaginali e vulvari.
Contribuiscono a preservarne lo spessore, l’elasticità, la vascolarizzazione e l’idratazione, favorendo anche il mantenimento di un ambiente vaginale fisiologico.
Durante la perimenopausa, la produzione ormonale comincia a diventare più irregolare. Dopo la menopausa, la riduzione persistente degli estrogeni può determinare cambiamenti progressivi nei tessuti genitali.
La mucosa vaginale può diventare più sottile, meno elastica e più vulnerabile agli sfregamenti.
Anche il microbiota vaginale può modificarsi: la riduzione del glicogeno disponibile per i lattobacilli può contribuire all’aumento del pH vaginale e ad alterazioni dell’equilibrio locale.
Questi cambiamenti possono favorire secchezza, irritazione e dolore.
È importante sapere che i primi sintomi possono comparire già durante la perimenopausa, quando le mestruazioni sono ancora presenti.
Non è soltanto una questione di rapporti sessuali
La secchezza vaginale viene spesso associata esclusivamente al dolore durante i rapporti, ma i disturbi possono essere più ampi.
Alcune donne avvertono bruciore anche durante le normali attività quotidiane, fastidio quando indossano determinati indumenti oppure irritazione persistente.
In altre possono comparire sintomi urinari, come urgenza minzionale, aumento della frequenza delle minzioni o episodi ricorrenti di infezioni delle vie urinarie.
Quando questi cambiamenti sono associati alla riduzione degli estrogeni, si parla di sindrome genitourinaria della menopausa, o GSM (Genitourinary Syndrome of Menopause).
Si tratta di una condizione che coinvolge non soltanto la vagina, ma anche la vulva e le basse vie urinarie.
A differenza di altri sintomi della menopausa, come le vampate, che in molte donne tendono ad attenuarsi con il tempo, i disturbi genitourinari possono persistere o peggiorare se non vengono trattati.
Perché il dolore durante i rapporti non deve essere ignorato
Quando i tessuti vaginali perdono elasticità e lubrificazione, la penetrazione può diventare fastidiosa o dolorosa.
Il dolore, a sua volta, può determinare una contrazione involontaria dei muscoli del pavimento pelvico, rendendo i rapporti ancora più difficili.
Può così instaurarsi un circolo vizioso: il timore di provare dolore porta a una maggiore tensione muscolare, che può aumentare ulteriormente il disagio.
Nel tempo, questa situazione può influenzare il desiderio sessuale, la spontaneità e il benessere della coppia.
Non bisogna però attribuire automaticamente ogni dolore alla carenza estrogenica. Infezioni, patologie dermatologiche vulvari, alterazioni del pavimento pelvico e altre condizioni possono produrre sintomi simili.
Per questo motivo è importante arrivare a una valutazione corretta, evitando trattamenti scelti soltanto sulla base dei sintomi.
Esistono trattamenti efficaci?
Sì. Le possibilità terapeutiche sono diverse e la scelta dipende dall’intensità dei sintomi, dalle condizioni cliniche e dalle preferenze della donna.
Idratanti e lubrificanti vaginali
Gli idratanti vaginali, utilizzati regolarmente, possono aiutare a ridurre la sensazione di secchezza.
I lubrificanti, invece, vengono impiegati soprattutto durante i rapporti sessuali per diminuire l’attrito e il fastidio.
Sono strumenti utili, in particolare quando i sintomi sono lievi, ma non sempre risultano sufficienti a contrastare i cambiamenti dei tessuti determinati dalla carenza estrogenica.
Estrogeni vaginali a basso dosaggio
Quando la secchezza è legata alla riduzione degli estrogeni, una possibilità terapeutica efficace è rappresentata dal trattamento estrogenico locale.
Gli estrogeni vaginali agiscono direttamente sui tessuti interessati, favorendo il recupero delle caratteristiche della mucosa, dell’idratazione e dell’elasticità.
Le formulazioni a basso dosaggio comportano generalmente un assorbimento sistemico molto limitato, nettamente inferiore rispetto alla terapia estrogenica sistemica.
E la terapia ormonale sistemica?
Anche la terapia ormonale sistemica può contribuire a migliorare la secchezza vaginale e il dolore durante i rapporti sessuali.
A differenza della terapia estrogenica locale, che agisce prevalentemente sui tessuti vaginali, la terapia sistemica permette di intervenire contemporaneamente su diversi disturbi associati alla menopausa, come vampate, sudorazioni notturne e alterazioni del sonno, oltre a contribuire alla prevenzione della perdita di massa ossea.
In alcuni casi è possibile associare la terapia sistemica a quella locale, soprattutto nelle prime fasi del trattamento.
Altre possibilità terapeutiche
In situazioni selezionate possono essere considerate anche altre opzioni, come il prasterone vaginale (DHEA) oppure l’ospemifene, un farmaco assunto per via orale che agisce selettivamente sui recettori estrogenici.
Quando il dolore è associato a una disfunzione del pavimento pelvico, può essere utile anche un percorso riabilitativo specifico.
La scelta non deve essere uguale per tutte: ogni trattamento presenta indicazioni, benefici e precauzioni differenti.
E se ho avuto un tumore al seno?
È una domanda importante, che merita una valutazione individuale.
Nelle donne con una storia personale di carcinoma mammario da meno di 5 anni, generalmente si valutano prima le opzioni non ormonali.
Se queste non sono sufficienti, può essere valutato anche un trattamento estrogenico vaginale a basso dosaggio, tenendo conto della storia oncologica e delle terapie in corso.
In particolare, nelle donne che assumono inibitori dell’aromatasi è fondamentale una valutazione condivisa con lo specialista oncologo.
Non esiste quindi una risposta valida indistintamente per tutte le pazienti.
Quando è opportuno rivolgersi al medico?
Non è necessario aspettare che la secchezza o il dolore diventino così intensi da compromettere la vita sessuale.
Una valutazione può essere utile già ai primi segnali persistenti, soprattutto quando il fastidio tende ad aumentare o interferisce con le attività quotidiane.
È particolarmente importante approfondire la presenza di sanguinamenti anomali, perdite insolite, lesioni vulvari o dolore persistente, perché questi sintomi possono avere cause diverse dalla sindrome genitourinaria della menopausa.
La visita medica permette di valutare la storia ormonale, i sintomi, le eventuali terapie in corso e la necessità di approfondimenti ginecologici.
La salute intima fa parte del benessere della donna
Parlare di secchezza vaginale significa parlare di qualità della vita, comfort quotidiano, salute urinaria e sessualità.
Il fatto che un disturbo sia frequente non significa che debba essere accettato senza cercare una soluzione.
Conoscere i cambiamenti che avvengono durante la perimenopausa e la menopausa permette di riconoscerli prima e di affrontarli in modo consapevole.
Non devi rassegnarti alla secchezza vaginale
La secchezza vaginale e il dolore durante i rapporti non sono disturbi che devi semplicemente accettare con il passare degli anni.
Possono essere il segnale di cambiamenti ormonali più ampi, che talvolta si accompagnano ad altri sintomi della perimenopausa e della menopausa, come disturbi del sonno, vampate, stanchezza o cambiamenti dell’umore.
Una valutazione medica personalizzata permette di considerare tutti questi aspetti, comprendere le possibili cause dei sintomi e individuare il trattamento più appropriato, che può comprendere una terapia locale, una terapia ormonale sistemica o altri interventi mirati.
Se ti riconosci in questi sintomi e desideri affrontarli, puoi prenotare una prima visita con me, in studio oppure online, per valutare insieme la tua situazione e le possibilità terapeutiche più adatte a te.
Riferimenti scientifici
- American Urological Association (AUA), SUFU, AUGS. Genitourinary Syndrome of Menopause Guideline. 2025.
- NICE. Menopause: identification and management. Guideline NG23, aggiornamento 2024.
- Società Italiana della Menopausa (SIM) e Società Italiana di Ginecologia della Terza Età (SIGiTE). Recommendations for the Diagnosis and Treatment of Genitourinary Syndrome of Menopause. 2026.



