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Fibromialgia: come riconoscerla e nuove terapie

Mag 19, 2021 | Blog, Malattie autoimmuni, Protocollo Coimbra

Oggi vi parlo dei nuovi risvolti nel trattamento con Vitamina D della Fibromialgia, una sindrome che colpisce circa il 10% della popolazione, in larga maggioranza donne, ma che spesso non viene diagnosticata e anzi confusa con una serie di altre malattie che ne condividono i sintomi. Le persone con Fibromialgia sono quindi spesso destinate a convivere con questa patologia e senza poter trovare un vero sollievo ai loro disturbi.

Cos’è la fibromialgia?

La sindrome fibromialgica (FMS) è un disturbo generalizzato che può interessare ogni distretto dell’organismo, caratterizzato da dolori diffusi, accentuati e cronici e le cui cause sono ancora molto dibattute. La classe medica, soprattutto nel recente passato, ha spesso dimostrato scetticismo verso questa sindrome, principalmente per il fatto che condivide gli stessi sintomi con molte altre malattie più facilmente diagnosticabili e trattabili. Tuttavia, la malattia esiste ed è particolarmente diffusa in tutto il mondo anche se spesso, chiaramente, è difficile diagnosticarla.

Le teorie su quali possano essere le cause che determinano la FMS sono molte, anche se non è facile riuscire tramite trial a comprendere nel dettaglio i meccanismi biochimici che portano alla sintomatologia. Fra le varie teorie una delle più approfondite è stata quella sul rapporto fra fibromialgia e tiroide. Sembra infatti che l’inadeguata regolazione ormonale tiroidea porti allo sviluppo di dolori diffusi, iperalgesia (cioè un aumento della risposta a stimoli dolorifici) e ridotta resistenza agli stimoli meccanici. Questo è possibile principalmente tramite due vie: l’aumento della quantità di Sostanza P – il neurotrasmettitore modulatore del dolore – nel Sistema Nervoso Centrale e una ridotta sintesi e secrezione di norepinefrina, cioè il neurotrasmettitore che controlla e corregge le reazioni nervose a stimoli dolorifici. Vi sono inoltre importanti correlazioni tra l’insorgere della FMS e disfunzioni del sistema immunitario: questo è evidenziato sia dalla presenza di alcuni autoanticorpi specifici che dal fatto che frequentemente la fibromialgia si associa ad altre patologie autoimmuni. Al momento queste sono solo ipotesi piuttosto accreditate, ma solo nel prossimo futuro, grazie ad approfondimenti scientifici, sarà possibile confermarle o smentirle.

Come è possibile diagnosticare la Fibromialgia?

La diagnosi della fibromialgia è ovviamente la fase più delicata dal punto di vista medico. Sebbene siano state definite delle linee guida dall’American College of Rheumatology (ACR) e vengano tutt’ora utilizzate, spesso anche altre malattie possono rientrare negli stessi criteri, dato che il dolore diffuso e l’ipersensibilità agli stimoli sono comuni a più patologie. Le linee guida dell’ACR prevedono di mettere in luce e tenere in considerazione anche aspetti della vita del paziente che vanno oltre i semplici sintomi. Fattori come l’ambiente familiare, l’ambiente lavorativo, lo stress, l’età, il peso e il genere sono alcuni degli elementi che non vanno sottovalutati  quando ci troviamo davanti a una persona con probabile sindrome fibromialgica.

Nel tempo queste linee guida sono state raffinate e hanno permesso di aiutare, in fase di diagnosi, a escludere malattie come artrite reumatoide, osteoartrite, malattia di Lyme, Lupus Eritematoso e stenosi spinale, con cui spesso la fibromialgia veniva confusa. Al contrario, per sua natura, è difficile, in fase diagnostica, distinguere la fibromialgia da altre sottoclassi di patologie tiroidee, dato che in entrambi i casi è caratterizzante una certa resistenza all’attività degli ormoni tiroidei.

Le terapie per la fibromialgia e l’utilizzo di Vitamina D

Data la tipica resistenza agli ormoni tiroidei dei pazienti fibromialgici, la terapia convenzionale si basa sulla somministrazione di integratori ormonali: nonostante ciò comporti un miglioramento della qualità della vita del paziente, questa terapia a volte non basta e deve essere integrata con altri trattamenti. La modulazione della dieta può aiutare significativamente la correzione dei sintomi e il recupero della malattia: vitamine come la B1, la B6, la B12 e la E hanno dimostrato proprietà positive sull’attività dei nocicettori, i recettori del dolore. Diversi studi hanno anche identificato in Vitamina C, S-adenosil Metionina e sali minerali come Calcio e Magnesio un ottimo supporto per la terapia ormonale.

Nel caso di una malattia autoimmune, la normale dose di vit. D che in un adulto sano va dai 2000 UI ai 10000 UI al giorno, VA AUMENTATA perché totalmente INSUFFICIENTE.
Questa varia tra le 10000 UI e le 60000 UI AL GIORNO, in alcuni casi anche a dosi molto superiori come 100000 UI.

Queste dosi così elevate sono sicure quando facenti parte di un piano terapeutico studiato su misura dello specifico paziente da un medico esperto di Vitamina D.

Le dosi mensili e settimanali sono ERRATE.

In questo contesto, anche l’integrazione di Vitamina D ha dimostrato importanti effetti benefici sull’organismo di pazienti affetti da fibromialgia. Nei pazienti con sindrome fibromialgica si riscontra molto spesso una carenza di Vitamina D (colecalciferolo) che è strettamente collegata da una parte al dolore e alla debolezza muscolare e dall’altra ad alterazioni del funzionamento del sistema immunitario. La carenza di Vitamina D può portare inoltre a sviluppare, tra le altre problematiche, osteoporosi e osteomalacia. L’integrazione di Vitamina D è stata valutata in molti studi scientifici che hanno mostrato ottimi risultati: uno studio su donne affette da FMS da vari anni ha dimostrato che la supplementazione di vitamina D a dosaggi congrui riduce i sintomi della fibromialgia migliorando del 72% la qualità di vita di queste pazienti.

Da questi importanti riscontri che si hanno valutando la letteratura scientifica possiamo affermare che la Vitamin

a D può essere utilizzata come terapia efficace nel trattamento della fibromialgia. In questo contesto, le nuove frontiere dei trattamenti con questo ormone, come il Protocollo Coimbra, possono dare un aiuto fondamentale ai pazienti che ne soffrono.

Approfondimenti

Ruolo della supplementazione di vit D nella fibromialgia- metanalisi 2018

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Dott.ssa Francesca Michelucci

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Dott.ssa Francesca Michelucci
Medico Esperto in Fitoterapia, Medicina Integrata,
Protocollo Coimbra e Terapia con Ormoni Bioidentici.
Specializzata in Anestesia, Rianimazione e Terapia del Dolore.

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